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13.06.2020 Tags: Schio

Un'altra truffa
"degli angeli"
Via 80mila euro

Due donne smascherate dai carabinieri di Schio
Due donne smascherate dai carabinieri di Schio

«Dona, lo dicono gli angeli». Facendole credere che dietro quelle richieste di donazioni ci fosse una volontà angelica due donne erano riuscite a sottrarre 140mila euro ad una pensionata di Schio. Ed è stato proprio leggendo di quella truffa smascherata dai carabinieri che una sessantenne scledense ha capito di essere vittima dello stesso raggiro. Si è così rivolta alle forze dell'ordine, che a conclusione delle indagini hanno nuovamente denunciato due donne, T.L.T. e P.A.R., di 64 e 57 anni di Marano

 

La vittima ha raccontato che era stata P.A.R., sua conoscente, a presentarle T.L.T.. Quest'ultima aveva quindi cominciato a farle visita nell’attività di famiglia con cadenza quasi giornaliera, chiedendole in prestito svariate somme di denaro per sanare situazioni debitorie non meglio specificate. In particolare, aveva cercato di far leva sulla vittima raccontando di una situazione familiare molto problematica e che la conoscenza tra loro due era sicuramente avvenuta per un volere angelico, poiché solo lei avrebbe potuto salvarla dalla situazione disperata in cui si trovava. Tesi supportate dalla più giovane delle due truffatrici. La sessantenne, pur non credendo a improbabili contatti con misteriose forze angeliche, aveva deciso comunque deciso di aiutarla perché impietosita dalla sua storia familiare, perché così consigliata da P.A.R. e perché imbarazzata dalle scenate che quotidianamente T.A.T. faceva di fronte ai suoi clienti (inginocchiamenti, suppliche e cose simili).

 

Da gennaio 2018 a febbraio 2020, quando la vittima si è rivolta ai carabinieri, le due le avevano sottratto qualcosa come ottantamila euro. L'indagine dei militari si sta svolgendo in parallelo con una truffa simile, iniziata nei primi mesi di quest’anno per reati svolti con modalità affini proprio dalle due donne di Marano e sfociata, agli inizi di marzo, in un sequestro di documentazione contabile comprovante l'appropriazione della somma contante di euro 140.000 nei confronti di una pensionata scledense.

Tra l'altro, T.L.T., contattata dalla vittima per ottenere la restituzione delle somme prestate, si era detta impossibilitata a farlo proprio a causa della precedente indagine, a causa della quale non è più in grado di vendere l’immobile di sua proprietà che aveva nominato alla vittima quale garanzia della restituzione del prestito.

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