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07.04.2019

Tutti contro la Pro loco. Tranne Orsi

La presentazione della Pro loco in aula consiliare non è stata ben vista da tutti. ARCHIVIO
La presentazione della Pro loco in aula consiliare non è stata ben vista da tutti. ARCHIVIO

«Che ruolo ha avuto il Comune e quale rapporto intende avere con la nuova Pro Loco?». Marco Vantin, capogruppo in Consiglio e candidato sindaco del Movimento 5 stelle, vuole andare a fondo su un argomento, la neo nata Pro loco, che divide. «Non abbiamo alcun ruolo, supportiamo solo una bella realtà che nasce e raggruppa chi vuole darsi da fare», la risposta del sindaco Valter Orsi. L’INTERROGAZIONE. Sarà discussa martedì in Consiglio la richiesta di Vantin: «La funzione di una Pro loco e le sue finalità avrebbero dovuto essere oggetto di una riflessione di tutti, perché l’associazione dovrebbe potersi interfacciare con il Comune a prescindere dal colore politico. La Pro loco non dovrebbe rappresentare gli obiettivi di una parte. Per questo, si sarebbe dovuto preparare la strada al coinvolgimento aperto e trasparente fra associazioni e cittadini così da garantire la massima credibilità. Cinque anni fa nel nostro programma avevamo proposto la ricostruzione della Pro loco. Ne avevamo parlato con il sindaco due anni fa ma disse che non era possibile per problemi burocratici». L’ATTACCO. Coalizione civica ha partecipato all’assemblea che ha sancito la nascita della Pro loco ed uno dei suoi esponenti, Iacopo Rampon, è stato eletto nel Cda. Quello che potrebbe essere visto come segno di pluralismo, per la Coalizione che scenderà in campo con il Pd e sosterrà Leonardo Dalla Vecchia è la dimostrazione che «abbiamo scardinato un meccanismo preimpostato. Molte teste bianche e molte facce, in vario modo riconducibili all’attuale maggioranza. Stavamo per votare un Cda precompilato e poi sbloccato poiché dai presenti sono arrivate richieste di altre candidature. Il presidente del comitato promotore Mauro Zattara non ha dato la possibilità di aprire le candidature anche per gli altri organi, il collegio dei revisori dei conti e quello dei Probiviri ed è stata bocciata l’estensione del Cda da 7 a 9 membri. Questa è una visione di pochissimo respiro che rischia di esternalizzare processi decisionali fuori da qualsiasi controllo pubblico. Chiediamo alla giunta a cosa servono i Consigli di Quartiere e cosa ha in serbo per il loro futuro e ci chiediamo se le logiche “privatistiche” di una Pro loco sono o potrebbero essere in conflitto con logiche pubbliche e di necessaria trasparenza degne del terzo comune più grande della provincia». «Se la strategia per “elevare” Schio è fondare una Pro Loco che vede all’interno del direttivo solo persone dell’entourage orsiano - rincara Ilenia Tisato, candidata sindaca della Lega - qualche domandina ce la poniamo. Fa sorgere molti dubbi il fatto che questa “nuova” realtà venga messa in piedi a meno di due mesi dalle elezioni apparendo come costola della maggioranza e alternativa alla gestione amministrativa». LA RISPOSTA. «Non abbiamo avuto alcun ruolo nella creazione della Pro loco – assicura Orsi -. È nata nel mondo in cui devono nascere associazioni di questo tipo: dalla volontà dei cittadini. Il gruppo è trasversale: è vero che c’è un “mio” consigliere, ma ci sono esponenti anche dei consigli di quartiere. La Pro loco aiuterà ad affrontare le nuove leggi in materia di sicurezza che, in altre città, rischiano di far saltare eventi. La giunta, di qualsiasi colore sia, deve supportare iniziative di questo tipo, queste polemiche mi rammaricano perché l’associazione deve essere la più trasversale possibile». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Karl Zilliken
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