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18.11.2019

Tecnologia al palo L’ira dei residenti per il Tretto isolato

Al Tretto l’adsl è una chimera e i residenti protestano. Zone bianche o dette anche a fallimento di mercato, per le loro caratteristiche di scarsa densità abitativa e di dislocazione frastagliata sul territorio, questa la spiegazione del perché contrà Reghellini, contrà Maglio di Tretto, contrà Ruari, contrà Munari, località Piane e non solo, dispongono sì di un collegamento adsl, ma che non permette nemmeno di scaricare un’email. Una navigazione lentissima a meno di 1Mbps, in una società moderna dove tutto corre veloce e tutto passa tramite la rete, alcune zone di Schio, città industrializzata, altamente tecnologica, sono abbandonate. Davide Cerbaro, giovane residente, afferma: «Le persone che abitano in queste zone non si prendono nemmeno più la briga di andare in municipio per chiedere di fare qualcosa per connetterli al mondo, perché è un continuo scaricabarile, tra Comune, Telecom, Stato». Si parla di ripopolamento delle colline scledensi, ma se mancano i principali servizi, soprattutto i giovani si spostano “in città”, perché la vita moderna è diversa da quella di 20 anni fa. Passa tutto tramite la rete. Alcuni residenti stanno iniziando anche una raccolta firme per richiedere di “sollecitare l’ampliamento del segnale del ripetitore della Telecom o cambiarlo con uno di ultima generazione” dato, che a quanto viene riferito direttamente da un tecnico Telecom, l’attuale sembra essere obsoleto, con pezzi di ricambio praticamente non più reperibili sul mercato. Nell’ottobre del 2014 il sindaco Valter Orsi si riteneva soddisfatto per l’arrivo dell’adsl al Tretto, dichiarando «mai più isolati», ma i residenti sono di tutt’altra opinione. Un servizio nel disservizio. L’ex presidente di consiglio di quartiere del Tretto Giovanni Gonzato, che ha seguito e sollecitato ancora nel 2014 i lavori di collegamento per le zone scoperte del Tretto, s resta comunque molto attivo e informato per la sua comunità «La centralina nel 2014 è stata realizzata in maniera celere, ma il problema è che il segnale non è sufficiente per le nostre zone. I lavori da parte di Telecom dovrebbero iniziare a fine anno, da come riferiscono». Effettivamente solo l’intervento pubblico diretto può garantire alla popolazione residente un servizio di connettività a più di 30 Mbps, dove attualmente è a 1Mbps. Secondo l’obiettivo europeo della banda larga ultraveloce (velocità superiore a 100 Mbps) per almeno il 50% degli utenti domestici, come sottoscritto sull’atto della Camera dei deputati per le reti e la banda ultralarga aggiornato nel settembre di quest’anno, realizzabile entro il 2020, “non può essere conseguito senza un intervento pubblico che stimoli ed orienti la programmazione dei privati”. I residenti restano quindi ancora nel limbo, sperando che non slitti, come già successo, la scadenza per il raggiungimento dell’obiettivo europeo per garantire a tutti il diritto di accedere alle informazioni tramite il servizio di internet. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Rubina Tognazzi
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