Studente muore a tre esami dalla laurea

Francesco Zanella con alcuni compagni di corso del D.T.G. di VicenzaFrancesco a letto con la maglia rossa per sostenere l’accoglienza
Francesco Zanella con alcuni compagni di corso del D.T.G. di VicenzaFrancesco a letto con la maglia rossa per sostenere l’accoglienza

Ha lottato sino all’ultimo, con determinazione ma anche col sorriso sulle labbra. Si è spento serenamente, nella sua abitazione di Magrè, coccolato dai familiari, Francesco Zanella, studente universitario di 24 anni. Gli mancavano tre esami alla laurea in ingegneria meccanica a Padova. Stava già lavorando alla tesi, originale come soggetto: progettava un meccanismo per distributori automatici di bevande in grado di far uscire un caffè sempre alla medesima temperatura. E con gli studi non pensava di finirla lì, perché puntava alla magistrale. Un obiettivo dopo l’altro, con perseveranza e senza mai lamentarsi delle sue condizioni. Un giovane caparbio e fiero di quello che faceva e pensava. A stroncarlo è stata una crisi respiratoria nel letto di casa. Da quando aveva un anno Francesco combatteva con la distrofia muscolare e i suoi lo avevano ben presto avvisato a cosa andava incontro. D’altronde mamma Cecilia è infermiera e nonno Roberto ha lavorato per molti anni in radiologia all’ospedale De Lellis. Ma il ragazzo non si è mai perso d’animo e il suo impegno a scuola è sempre stato lodevole, come peraltro i risultati. Si è diplomato al liceo scientifico Tron con 88, ricevendo più volte, come altri suoi compagni, la lettera di congratulazioni dall’allora preside, Antonino Caruso. «Una gratificazione immensa per lui - ammettono papà Dario e mamma Cecilia. - È sempre stato determinato a scuola (al Tron frequentava regolarmente pur fra comprensibili difficoltà motorie, e partecipava alle gite), come in qualsiasi cosa s’impegnasse. Amava gli sport, tutti (tifoso del Milan, del Vicenza e della Ferrari), la cultura e la politica. S’informava su tutto». E non aveva dubbi nel manifestare le sue idee. In uno degli ultimi suoi post sul suo profilo social si è fatto fotografare a letto, con una maglia rossa appoggiata. Erano i primi di luglio, seguendo l’appello di Libera e di don Ciotti sul dramma dei migranti “per fermare l’emorragia di umanità”. In molti si fecero fotografare in piazza Rossi, sulla scalinata del duomo, per aderire da Schio. Francesco non poteva muoversi e lo fece dalla sua camera. Con il corpo era obbligato a letto ma con la mente era là, con i suoi amici. «Grazie a lui abbiamo conosciuto persone eccezionali - confermano i genitori. - Si faceva voler bene da tutti, professori, compagni di scuola, amici». E dall’università ieri un docente si è fatto vivo, informando i familiari che è sua intenzione proporre comunque la laurea per Francesco, anche se gli mancano tre esami. Era il suo cruccio non poterli dare anche se non frequentava da tempo le lezioni al Dipartimento tecnico gestione sistemi industriali di Vicenza, dove aveva avuto modo di incontrare nuovi amici. Per comprendere meglio il piglio con cui affrontava le asperità della vita, basti pensare che aveva seguito il percorso di scoutismo in carrozzina, senza mai mollare. Lascia papà Dario, mamma Cecilia, la sorella Chiara e il fratello Luca, i nonni Roberto e Carla. Venerdì sera alle 18 sarà recitato il rosario nella chiesa parrocchiale vecchia di Magrè, mentre il funerale sarà sabato mattina alle 10 in quella nuova di San Benedetto in via Roma. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mauro Sartori

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