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13.04.2019

Sos socio-sanitario I sindaci dell’Ulss abbassano il voto

Sanità con le stampelle nell’ex Ulss 4.  FOTO DONOVAN CISCATO
Sanità con le stampelle nell’ex Ulss 4. FOTO DONOVAN CISCATO

La valutazione annuale dei sindaci ex Ulss 4 sui servizi socio-sanitari forniti dall’Ulss 7 Pedemontana è di 18 su 20. In apparenza una promozione ma in verità una mezza bocciatura perché il massimo dei voti era abitudinario prima. E c’è qualche sindaco che voleva abbassare, e di molto, la valutazione. Come lo scledense Valter Orsi, che aveva proposto un 10, ovvero sonora bocciatura, e qualcuno addirittura uno zero che non avrebbe però fatto testo nella media di calcolo. Il risultato finale pare essere una mediazione fra chi era in posizione assai critica e chi, forse per ragioni legate alla politica, non ha voluto assumere atteggiamenti così negativi. Non sono mancate così le tensioni, sfociate in un documento diffuso l’altra sera. È firmato dal presidente della conferenza dei sindaci, Robertino Cappozzo: «Chiamati ad esprimersi sulla valutazione annuale sulla qualità ed efficacia dell’organizzazione dei servizi socio sanitari sul territorio, ha assegnato una valutazione di 18 punti sui 20 disponibili. L’assemblea, pur riconoscendo il grande lavoro svolto dal direttore dei servizi socio sanitari e dai direttori di distretto, ha ritenuto che ci siano ancora difficoltà nella realizzazione concreta dei servizi territoriali nei due distretti dell’Ulss7. Purtroppo si evidenziano criticità in alcune attività che non sarebbero in questo momento adeguate alle aspettative dei cittadini, ma anche degli stessi sindaci. Se da una parte le motivazioni possono essere ricercate nella scarsità di risorse umane ed economiche disponibili, dall’altra forse serve una maggiore incisività nell’attuazione di una effettiva integrazione tra i due territori con risposte adeguate ai bisogni dei cittadini». In definitiva un voto non pieno, come al solito, «che ha lo scopo di trasmettere il disagio percepito dai cittadini e da chi opera nella sanità a tutti i livelli». È stato un voto unitario, spiga Franco Balzi, sindaco di Santorso: «Siamo consapevoli che la situazione non è facile e siamo d’accordo sull’impegno profuso ma i problemi ci sono. Dalle liste d’attesa che inducono gli utenti a rivolgersi al privato, al servizio dei prelievi di sangue, affidati ad equipe esterne, per finire alla medicina di gruppo, dove manca il personale anche lì, e all’assistenza domiciliare. Sono scelte fatte dalla Regione e non dall’Ulss, beninteso, ma servono miglioramenti decisi». Orsi va giù diretto e non le manda a dire: «Sono stato molto critico e non sono stato l’unico. Volevo dare un messaggio forte alla politica ma mi sono accorto che io, svincolato dai partiti, lo posso fare. Probabilmente altri no. Il quadro generale veneto è preoccupante: sembra impossibile trovare medici per coprire i buchi, ci sono stati tre tagli nel sociale. Se guardiamo all’ospedale di Santorso, qualche risposta c’è stata ma tante altre no. Riguardo alle schede sanitarie, dobbiamo essere fermi nel richiedere la copertura dei primariati di otorinolaringoiatria, nefrologia e urologia. Da Venezia pretendiamo risposte». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mauro Sartori
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