Torrebelvicino

Si tuffa nel Leogra
26enne annega
Non sapeva nuotare

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Il "Bojo delle Asse" sul torrente Leogra dov'è annegato il 26enne. FOTO DAL CEREDO
Il "Bojo delle Asse" sul torrente Leogra dov'è annegato il 26enne. FOTO DAL CEREDO

Si tuffa nel Leogra per trovare sollievo dall'afa opprimente ma non sa nuotare, affonda, forse a causa di un malore, e quando lo ripescano non c'è più nulla da fare. Un giovane di 26 anni (e non 32 come era emerso in un primo momento, ndr), Emmanuel Ehizibue, di origine africana residente a Schio, è annegato nel pomeriggio di giovedì 30 luglio nel torrente Leogra dove stava facendo il bagno con alcuni amici. È successo alle 16.45 in località Asse di Torrebelvicino ai confini con il territorio comunale di Valli del Pasubio, dove il torrente crea un'ampia pozza, che lì tutti chiamano il "Bojo delle Asse"

 

Da quanto hanno raccontato gli amici, il ragazzo non sapeva nuotare e probabilmente nemmeno conosceva la profondità del "bojo". Quando non lo hanno più visto emergere, si sono chiesti dove fosse finito ed hanno cominciato a cercarlo. Nei paraggi c'erano altri giovani bagnanti, uno dei quali bravo subacqueo e in grado di reggere a lungo l'apnea. Si è tuffato ed ha subito notato il corpo del ragazzo sul fondo della pozza d'acqua. È riuscito a trascinarlo a riva dove i presenti hanno tentato di rianimarlo. 

 

Nel frattempo sono stati allertati i soccorsi. Una volta arrivati, tuttavia, i sanitari del Suem non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. Peraltro sono intervenuti anche i volontari del Soccorso alpino di Schio, perché l'area del "bojo" è impervia da raggiungere, e i carabinieri di Valli del Pasubio per i rilievi: non è escluso che l'escursione termica fra i quasi 35 gradi pomeridiani e l'acqua fresca che si cala dal Pasubio possa essere stata la causa di un malore

 

Sul posto anche l'assessore Nicola Boscoscuro, che mette in guardia i frequentatori, soprattutto i più giovani: «È pericoloso fare il bagno in quel punto. Stiamo cercando di sensibilizzare soprattutto i giovani, sono tante le insidie che possono celarsi in un ambiente naturale come quello».

Silvia Dal Ceredo