Schio

Si è spento a soli 4 anni il dolce sorriso di Ottavia, vinta dalla malattia

Da 2 anni lottava contro il male. E ieri il nonno Mauro l’ha ricordata raccontando le sue passioni per la cucina, la musica e Biancaneve
La piccola Ottavia Casarotto, morta a 4 anni per una malattia incurabile
La piccola Ottavia Casarotto, morta a 4 anni per una malattia incurabile
La piccola Ottavia Casarotto, morta a 4 anni per una malattia incurabile
La piccola Ottavia Casarotto, morta a 4 anni per una malattia incurabile

“Bisogna prepararsi anche a momenti come questo”, “hashtag team Ottavia forever” e “buon viaggio”. Sono alcuni dei messaggi, forti, lanciati ieri da don Luigino e dai presenti al funerale di Ottavia Casarotto, bimba di 4 anni di Magrè, scomparsa sabato 26 novembre in ospedale a Padova. All’età di soli 2 anni le venne diagnosticata una malattia incurabile che nel tempo è peggiorata e l’ha strappata dall’affetto di mamma Alessandra, papà Michele e la sorella Rebecca.

L'ultimo saluto a Ottavia

Ieri mattina, al funerale, c’erano alcuni bambini della scuola elementare adiacente che guardavano verso la chiesa e sorridevano alla vista dei palloncini gialli. Non sapevano del dramma. A colorare l’atmosfera, tanti disegni con il gesso sulle pareti e sul pavimento davanti all’ingresso. Per celebrare con quanta più gioia possibile un momento così terribile. Di fronte a centinaia di persone che hanno riempito la parrocchiale di San Benedetto nel quartiere di Schio, don Luigino ha celebrato la messa per l’ultimo saluto alla piccola Ottavia. 
Molto sentiti gli interventi degli amici e di alcuni parenti, che portavano una figura gialla all’altezza del cuore: c’è chi ha donato dei modellini di una casa ai famigliari (ricordando il focolare domestico e le case di cura come il reparto di oncologia) e ha ipotizzato un gomitolo per rappresentare il groviglio di pensieri di questi giorni, donando un pezzo di lana per chi volesse tenere un collegamento con la bimba; chi, per troppa emozione, ha chiesto al prete di leggere un testo di addio. 
Tutti hanno condiviso il dono che ha dato la bambina scomparsa: la capacità di creare legami. Alla fine il sacerdote, come prevede il rito, ha benedetto la bara assieme ai genitori e alla sorella di Ottavia ed ha incensato la salma “per ringraziare del bene che ha fatto”, prima di accompagnarla all’esterno della chiesa. 

Il ricordo di nonno Mauro

Dopo la funzione il feretro è stato portato nel sottochiesa per un momento di condivisione sincera, accanto ai genitori resi attoniti dal dolore. La bara è stata posizionata davanti ad un pannello su cui sono stati proiettati video e immagini della bimba felice. Con grande tatto e lucidità ha preso la parola Mauro, il nonno materno, che ha raccontato una “storia per bambini”, una favola che ripercorre le gioie di Ottavia: mangiare e preparare da mangiare, suonare – le immagini della piccola sorridente al piano giocattolo e quello vero – ballare, travestirsi e trasformarsi (da Sirenetta o da fata), disegnare e dipingere, gli animali, l’acqua e il mare. Tanti interessi che condivideva con “il bambolotto” Titti, a cui di sera raccontava le storie dei libri sulle principesse. Tanti scatti di Ottavia che ride, gioca, si nasconde, posa davanti alla fotocamera e lavora: «Non è mica lavorare questo?», chiede nonno Mauro mentre scorre le immagini di lei che ritaglia e gioca a fare la spesa. Il tutto colorato dalle sue due grandi passioni: la figura di Biancaneve e “i tatuaggi”. 
Istantanee che racchiudono quattro anni di amore e di preparazione ad un viaggio “verso l’isola che non c’è, probabilmente da capitan Uncino”, accompagnato dalle note di “Buonanotte fiorellino” di De Gregori. Buon viaggio, piccola Ottavia. 

Edoardo Mario Francese e Rubina Tognazzi