Velo d'Astico

Sconfinano in lockdown: multa annullata ai gattari

La multa per avere violato il lockdown è annullata. Quello che Walter Sella, poliziotto in pensione di 72 anni, residente a Velo, stava facendo il 15 marzo di due anni fa, era un servizio di pubblica utilità, autorizzato dall’Ulss. Stava andando a dar da mangiare ad una delle tante colonie feline che segue con la moglie, Flavia Paolin, 67 anni, con la quale si prende cura di decine di gatti abbandonati. Ci sono voluti quasi due anni per avere ragione, dopo la sanzione (inizialmente era una denuncia) elevata dai carabinieri. Ad archiviare il procedimento è stata la prefettura, con un provvedimento a firma del dirigente Cassaro, che ha sconfessato l’operato dei militari. Un ruolo decisivo, nel supporto alla coppia, l’hanno avuto la Lav e l’avv. Matteo Gasparin, che ha tutelato Sella.
La vicenda avvenuta al pensionato, una vita passata a rispettare e a far rispettare le regole, è surreale. Da molti anni con la moglie si prende cura dei gatti randagi in diverse comunità dell’Alto Vicentino, da Velo ad Arsiero (dove un gruppo di gatti vive vicino al cimitero), da Cogollo a Posina. Si tratta di animali che sarebbero in carico ai Comuni, che non hanno mezzi e forze per occuparsene; in zona non esistono gattili, o strutture organizzate; per questo Sella, che ama gli animali, ogni giorno a sue spese percorre decine di chilometri per portar da mangiare ai mici, e se è il caso li accompagnava dal veterinario, o si occupa della sterilizzazione. Il servizio veterinario dell’Ulss 7 riconosce il suo servizio, anche documentalmente, e la circostanza è stata fondamentale per vincere la battaglia legale. «Non si trattava del valore della sanzione, ma del principio», precisa Sella.
Il 15 marzo 2020 il lockdown era una realtà da qualche giorno, dopo i primi decreti del governo Conte. Nessuno poteva uscire di casa salvo eccezioni e regole che tutti ricordano bene. Pertanto, quando una pattuglia della stazione di Arsiero fermò il pensionato in auto, gli chiese dove stesse andando e perché. Sella precisò che andava a dar da mangiare ai gatti delle colonie feline per le quali era incaricato, e mostrò la sua autocertificazione; stava andando da solo, e non certo in luoghi affollati; ma i carabinieri non vollero sentir ragioni e lo denunciarono (all’epoca, all’inizio del lockdown, si trattava di una violazione penale per inosservanza di provvedimenti dell’autorità). Il procedimento divenne poi di natura amministrativa, come stabilito dal governo: 400 euro di multa, ridotti a 200 nel caso di pagamento immediato.
Sella però non volle saperne di versare la somma per una multa che riteneva ingiusta. E così si rivolse alla Lav, che con il legale ha predisposto il ricorso. E la prefettura, quasi due anni dopo, gli ha dato pienamente ragione: il poliziotto agiva in situazione di necessità (non sua, ma dei gatti), incarico riconosciuto dall’Ulss, e pertanto era autorizzato a spostarsi con la sua auto per sfamare i micetti.
Soddisfatta la Lav («gli spostamenti per accudire i gatti liberi erano consentiti», ha detto Piera Costa, responsabile Lav Vicenza, e soddisfatta la coppia: «Finalmente è stata fatta giustizia».

Diego Neri