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03.04.2019

«Sanità, più scienza meno campanili»

L’ingresso dell’ospedale Alto Vicentino. ARCHIVIONerio Dalla VecchiaGuido Xoccato
L’ingresso dell’ospedale Alto Vicentino. ARCHIVIONerio Dalla VecchiaGuido Xoccato

«Le scelte sull’ospedale non siano influenzate da campanili ma da competenza e qualità». Un unico fronte dalle categorie economiche sul tema della sanità, tra i più sentiti in tutto l’Alto Vicentino. «Non deve essere una guerra – chiarisce Pietro Sottoriva, alla guida del raggruppamento di Confindustria -. Vogliamo il meglio per Santorso e Bassano. E per avere il meglio le scelte siano fatte da medici su basi scientifiche». Ma le scelte devono guardare anche alle specificità del territorio: «Noi abbiamo un inceneritore che non credo produca solo aria pulita – prosegue -. Per questo vremmo bisogno di prevenzione. Bisogna pensarci prima, così come bisogna agire ora per guardare ad una popolazione che invecchia e ha bisogno di più cure. Se la sanità è vista come un’azienda, chi la guida deve sapere che le aziende non guardano solo ai costi ma anche alla valorizzazione. Si sente dire che mancano i medici. Quando uno va in pensione, ci vogliono sei mesi per sostituirlo: ma perché non si fa un periodo di affiancamento in cui il nuovo dottore collabora con quello che sta per andare? Perché manca programmazione». Sottoriva guarda a cosa valorizzare: «I medici che si spendono di più per l’ospedale e la comunità, andrebbero premiati rispetto a quelli che hanno fretta di timbrare per dedicarsi all’intramoenia. O dando il giusto valore all’utilissimo sportello ideato da Emilia Laugelli che supporta psicologicamente gli imprenditori in difficoltà». Da ultimo, lancia un monito: «L’Ulss deve tenere sotto controllo i macchinari e potenziarli per restare aggiornata. Ma deve farlo con le sue risorse: l’aiuto del privato non deve diventare la regola o servire per l’ordinaria amministrazione ma essere un’eccezione che aiuti a raggiungere l’eccellenza». Guido Xoccato guida il mandamento scledense di Ascom, ma vive da vicino il mondo del volontariato con Servos Onlus: «Chi decide sulla sanità deve avere la massima accortezza, professionalità e preparazione. Noi dobbiamo impegnarci al fianco dei sindaci per monitorare la situazione. Gli indirizzi che sembrano stati presi dall’assessore Lanzarin sarebbero in linea con le richieste del territorio, con emodinamica 24 ore, traumatologia, chirurgia ricostruttiva del seno ed un centro ictus di primo livello. Dobbiamo vigilare che l’iter per concretizzarli si concluda positivamente». Xoccato analizza la mancanza di personale, che toccherebbe le 100 unità tra “Alto Vicentino” e “San Bassiano”: «Questa situazione di stress ci spaventa. Gli ospedali devono essere attrattivi grazie ad una programmazione a lungo termine, perché il medico in carriera non rischia di venire qui se non vede possibilità di crescita. Il contenuto c’è ma bisogna riempirlo con l’innovazione». E conclude con una preoccupazione circa «il cambio di atteggiamento nei confronti del volontariato che è sempre stato ben tollerato. Con la nuova normativa, i bandi tendono a scappare di mano e ci si trova con servizi esterni meno efficienti e più costosi. C’è una rete importante di volontari e associazioni che va sfruttata». Chiude il cerchio Nerio Dalla Vecchia, alla guida del mandamento scledense di Confartigianato: «La Regione deve risolvere il problema cercando di dare un servizio di qualità perché i veneti se lo meritano. Grazie al Pil che creiamo possiamo determinare i nostri servizi. Sulla sanità, non è possibile guardare ai campanili, alla politica del lamentarsi più degli altri per ottenere di più. L’unico obiettivo a cui deve mirare la Regione è la qualità che deve essere un cardine al pari della competenza. La sanità viene tirato in ballo troppo spesso con secondi fini e questo non giova». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Karl Zilliken
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