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13.02.2019

Ospedale in bilico Era un esempio rischia la serie B

Molti dubbi sul futuro dell’ospedale Alto Vicentino di Santorso dove ci sono sempre meno medici
Molti dubbi sul futuro dell’ospedale Alto Vicentino di Santorso dove ci sono sempre meno medici

Santorso: un futuro indecifrabile e sospetto. Da una parte, legato al destino di una Ulss che, dalla nomina di un commissario e non di un dg, sembra avviata a chiudere la sua parabola per manifesta incapacità di realizzare quella fusione di risorse che era nelle corde della riforma-Zaia. Dall’altra, ostaggio di una serie di variabili. C’è l’ipotesi più caldeggiata dai sindaci, quella che l’Ulss 7 resti ma faccia un radicale cambio di passo, e che l’ospedale di Santorso riprenda quota. C’è l’ipotesi forse più realistica, quella che Santorso diventi ospedale-satellite dell’Ulss provinciale con a capo Vicenza. Le premesse non fanno difetto. L’Ulss 7 unita fra Bassano e Thiene-Schio non è mai decollata. Le vie di fuga, fra medici e pazienti, verso Vicenza e Padova, si sono moltiplicate, mentre il passivo del bilancio non è affatto un buon segno. Bortolo Simoni, il commissario, chiamato come Cincinnato a salvare il salvabile, ci sta mettendo, pragmatico e pasionario com’è il manager montanaro di Feltre, energia, intelligenza e cuore, ma probabilmente è stato messo troppo tardi al posto giusto. A conti fatti restano meno di 11 mesi per recuperare il tempo perduto. Un’impresa francamente impossibile. Nel 2020, tra elezioni regionali e scadenza del mandato, si farà ordinaria amministrazione. E, a questo punto, l’Ulss provinciale che assorba un’azienda in crisi appare l’epilogo per il momento solo sussurrato ma più credibile, anche se il governatore Zaia, in due recenti occasioni, a una nostra domanda, ha sempre escluso l’assemblaggio con la Berica. Resta, però, la difficoltà di risollevare le sorti di un ospedale nato per diventare protagonista e punto di attrazione addirittura interregionale e oggi, in caduta libera, anzi quasi rassegnato a una mediocre routine di periferia. Non è pessimismo di maniera. Santorso: era stato concepito per primeggiare. Una struttura modernissima e un’organizzazione all’avanguardia che Vicenza se le sogna: 2 gruppi operatori, 1 per l’attività chirurgica più complessa , l’altro per day e week surgery; 2 sale di emodinamica di cui una riservata all’emergenza; 10 sale parto. Inoltre, reparti e servizi da grande sanità: centro trasfusionale, laboratorio, malattie infettive, E, poi, un ospedale esteticamente bello, concepito a basso costo di gestione, perché gli impianti, tra fotovoltaico e teleriscaldamento, incidessero poco sulla spesa, e la produzione portasse il saldo in territorio positivo. Per non parlare dei parcheggi, spazi enormi che Vicenza non avrà mai. Insomma, Santorso era nato per diventare il secondo ospedale del Vicentino dopo il San Bortolo, quello che avrebbe dovuto catturare tutta la domanda del nord della provincia e - grazie a un dettaglio geografico di straordinaria prospettiva, la sua posizione strategica alla confluenza fra superstrada Pedemontana e autostrada Valdastico – diventare centro di riferimento regionale e, appunto, triveneto. Invece, niente di tutto questo, e, come detto, non è colpa del project financing se il bilancio è in rosso ma di un ospedale in perdita di credibilità, fiducia e di pazienti che se ne vanno via anche per gli interventi minori. Sono i numeri e le situazioni a parlare. In pronto soccorso ci sono 9 medici su un organico di 20. In ortopedia 5 su 13. Ranghi largamente ridotti in medicina, radiologia, nefrologia, oncologia, cardiologia. C’era una buona emodinamica ma anche qui camici bianchi in odore di esodo. In direzione medica presto resterà solo il direttore, perché una delle 2 dirigenti andrà in congedo mentre l’altra si trasferirà nel territorio. L’urologia è senza primario da 2 anni. L’oculistica e la nefrologia da 1. L’otorinolaringoiatria è guidata da un facente funzioni. È stato indetto il concorso per il primariato di medicina. In passato ci sarebbe stata la ressa per partecipare. Oggi si sono fatti avanti solo 2 interni. «C’è aria di débâcle, di abbandono - confessa un medico dell’ospedale- e nessuno degli amministratori locali batte i pugni sul tavolo, esce allo scoperto. Questa Ulss è fondata su un compromesso politico ma senza ospedale hub non ha senso. Ha prodotto solo una guerra fra poveri, fra Bassano e Santorso». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Franco Pepe
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