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22.05.2019

Insulti al sindaco L’autore scovato va dai carabinieri

Il municipio di Santorso visto dall’alto.  FOTO DONOVAN CISCATO
Il municipio di Santorso visto dall’alto. FOTO DONOVAN CISCATO

«Ho sbagliato, sono stato io a scrivere e diffondere il messaggio diffamatorio anonimo». Il telefono del sindaco di Santorso, Franco Balzi, è squillato venerdì pomeriggio. Il numero era del colpevole che si è autodenunciato, prima telefonicamente e poi di persona durante un incontro-confessione in municipio. «L'ho invitato a fare immediatamente la stessa dichiarazione alla caserma del carabinieri di Piovene», spiega Balzi. Cosa che è successa la stessa sera di venerdì. Ora, saranno la giunta ed il gruppo consiliare di maggioranza a decidere cosa fare con la querela sporta la scorsa settimana contro ignoti: potrebbe anche essere ritirata, per non inasprire il clima politico, ma la valutazione a quanto si apprende è da fare sulla difesa della struttura comunale e non tanto su quella di chi amministra. Il messaggio che era circolato prevalentemente tramite whatsapp, oltre ad insulti indirizzati contro la giunta conteneva alcuni dati che mettevano in serio dubbio la gestione economico finanziaria del comune orsiano in riferimento al fallimento dell'azienda Silce che aveva concluso dei lavori allo stabile di Villa Miari e ad una querelle giudiziaria relativa alla rete gas e ad Ascopiave. «Nel clima intossicato che caratterizza ormai a tutti i livelli le relazioni sulle persone, esasperato nella situazione specifica dalla campagna elettorale, ho avuto nei giorni scorsi l'occasione di ascoltare valutazioni d'ogni genere – spiega Balzi, al termine di una vicenda che l'ha toccato da vicino-. Credo sia importante provare ad utilizzare parole di conciliazione, anche verso chi ha commesso questo grave errore. Non ho nessuna intenzione di rivelare il colpevole, potrebbe nuocergli a livello d'opinione pubblica». Dopo la diffusione del messaggio e la comunicazione della denuncia da parte di Balzi, il contendete nella prossima sfida elettorale, Gabriele Facci, aveva deciso di intervenire solidarizzando con la giunta, prendendo le distante dal gesto ma anche contrattaccando. Balzi, quindi, spiega: «È stata un’iniziativa di questo signore che, però, ha dichiarato come la rabbia sia maturata a seguito di un incontro pubblico dei nostri concorrenti “dai toni molto forti”. Ci si deve rendere conto delle responsabilità, anche indirette, che ci si assume». Facci, da parte sua, replica: «Hanno capito che non c'entriamo niente. Smentisco, però, di aver usato toni accesi durante le mie serate e c'erano 100 persone che possono testimoniarlo». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Karl Zilliken
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