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02.02.2019

Incidente fatale, muore dopo un mese

I rilievi della Polstrada di Schio sul luogo dell’incidente, accanto alla Ford distrutta.  FOTO DONOVAN CISCATOL’abitazione di via Europa dove alloggia la famiglia Iovu.  K.Z.
I rilievi della Polstrada di Schio sul luogo dell’incidente, accanto alla Ford distrutta. FOTO DONOVAN CISCATOL’abitazione di via Europa dove alloggia la famiglia Iovu. K.Z.

Mauro Sartori Karl Zilliken Non ce l’ha fatta Vladimir Iovu, 38 anni, moldavo, spirato l’altro giorno dopo un mese di agonia dal tremendo incidente che lo vide coinvolto il 29 dicembre scorso in via del Fosso Cavallaro, vicino al cimitero orsiano, in cui rimase gravemente ferito anche il suo bimbo di tre anni e mezzo, tutt’oggi ricoverato in ospedale in condizioni gravi. Dapprima curato all’ospedale San Bortolo di Vicenza, era stato poi trasferito all’Alto vicentino di Santorso, per essere più vicino ai suoi cari. Ma le sue condizioni sono rimaste sempre critiche, sino al tragico epilogo. LO SCONTRO. Secondo quanto ricostruito dagli agenti della Polstrada di Schio, guidati dall’ispettore superiore Vincenzo Fontana accorso sul posto, l’Honda Fr-v condotta da un albanese di 49 anni, residente a Piovene Rocchette, quel sabato mattina assolato si era immessa da via dei Prati in via del Fosso Cavallaro senza dare la precedenza, centrando sulla fiancata di guida la Ford Fusion su cui c’erano Iovu e il bimbo , residenti a poche decine di metri dal luogo dell’incidente, in un alloggio di via Europa. Quasi sicuramente a tradire il conducente della Honda era stato il sole basso invernale, assai insidioso. La Ford è finita contro l’antico muro, una botta tremenda. L’albanese, illeso dopo lo scontro, è sceso dall’Honda ed ha prestato i primi soccorsi. Secondo quanto dichiarato in un primo momento, avrebbe addirittura tentato di sfondare il vetro per estrarre il guidatore moldavo, che aveva una vasta ferita all’addome e non era cosciente. Il bimbo dietro invece piangeva dal dolore e dallo spavento. L’uomo venne trasferito al San Bortolo mentre il bambino fu prelevato dall’elisoccorso e trasportato all’ospedale di Verona, dov’è rimasto per diversi giorni in coma indotto, per poi essere risvegliato. Ma i danni subiti a causa dei colpi riportati alla testa non sono ancora stati superati. LA FAMIGLIA. Sono giorni di tristezza e di lotta quelli che la famiglia di Valdimir Iovu sta vivendo nella casa di via Europa 16 a Santorso, sulla provinciale 350, appena superato il confine con Schio. Se da un lato i famigliari sono straziati dalla perdita del 38enne, che ha smesso di lottare dopo un mese di agonia all'ospedale San Bortolo di Vicenza, dall'altro tutti i pensieri sono concentrati sul figlioletto dell'uomo, che a soli 3 anni e mezzo resta ricoverato in gravi condizioni al nosocomio di Verona. Sono molte le auto parcheggiate davanti all'ingresso della casa, protetto dalle siepi. La famiglia si è riunita in questi giorni di lutto. Era partito proprio da quella casa a bordo della sua Ford Fusion con suo figlio solo pochi minuti prima di arrivare in via Dei Prati, in zona cimitero, dove è avvenuto il terribile schianto che lo ha ucciso dopo un mese di agonia. Dall'interno dell'abitazione, la famiglia decide di chiudersi in uno stretto riserbo e rifiuta di commentare quanto accaduto: «Non vogliamo parlare, dobbiamo pensare al nostro bambino che sta male», spiegano in maniera risoluta. Accanto alla moglie c’è il cognato che vive anche lui in zona. Iovu avrebbe compiuto 39 anni il prossimo 19 febbraio. Ora l’investitore albanese rischia di essere accusato di omicidio stradale. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mauro Sartori Karl Zilliken
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