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01.09.2019

Rivolta al Tretto contro l’opera d’arte

Lo sbancamento effettuato nell’area dove dovrebbe sorgere l’installazione artisticaIl rendering dell’installazione multimediale al Tretto
Lo sbancamento effettuato nell’area dove dovrebbe sorgere l’installazione artisticaIl rendering dell’installazione multimediale al Tretto

Rivolta al Tretto contro l’installazione artistica alta sette metri. Una raccolta di firme che ha toccato quota 255, notevole se si considera l’area montana interessata, un intervento con sanzione da parte del Corpo forestale e ora una mozione della Lega che chiede “rispetto per il territorio del Tretto”, a firma di Luigi Santi, Ilenia Tisato e Alex Cioni di PrimaSchio. L’OPERA. Quella che Alberto Frigo, artista internazionale originario dall’altipiano di Asiago, intende realizzare si chiama “Tebah”, in origine ci rivelò che dovrebbe essere alta 22 metri (ma nel progetto pare siano sette) ed è destinata a richiamare appassionati e turisti. Si tratta di un’installazione con struttura in ferro e percorribile su due piani. Attraverso codici Qr giganti si accede a ben 20 anni di catalogo digitale dell’artista che, tra terreno e materiale ha investito 150 mila euro ma fin da subito ha trovato l’opposizione dei cacciatori. Si vedono disturbati, nella loro attività venatoria, da una costruzione che, secondo loro, è un edificio e non un’opera d’arte. Non solo i cacciatori, a dar retta alla petizione anche perché, per arrivare al sito fra i boschi, sui sentieri che portano al monte Novegno, bisogna attraversare ben quattro proprietà private diverse. LA MOZIONE. Secondo Santi, primo firmatario, non solo la zona ha vincolo paesaggistico ma «il terreno è situato vicino ad un capanno di caccia, in regola con i depositi catastali. La legge impone che non vi siano manufatti o persone a 200 metri di distanza». Intanto i consiglieri leghisti fotografano uno «sbancamento “anomalo” eseguito senza autorizzazioni. Inoltre il Corpo forestale, in seguito ad un sopralluogo, ha verbalizzato il proprio parere negativo al progetto». Santi chiede di ascoltare prima i residenti, di annullare ogni autorizzazione e di intimare all’artista il ripristino del terreno allo stato originario, sotto la supervisione del Corpo forestale». L’ASSESSORE. L’assessore all’urbanistica e lavori pubblici Sergio Rossi spiega: «L’artista può scaricare lì il materiale ma non può procedere a lavori di costruzione senza autorizzazione. Lo sbancamento che ha effettuato gli è costato una sanzione dalla forestale. Da parte nostra sono in corso verifiche ma credo che si possa trovare alla fine un’intesa fra le esigenze dell’artista e quelle dei residenti. A tale scopo pensiamo di incontrarli in un’assemblea pubblica». La Lega afferma che sul posto vi è un cartello con scritto “in collaborazione con il Comune” e che si tratta di opera pubblica. L’artista, per suo conto, ha già fatto sapere come la pensa: «Portare appassionati di arte moderna al Tretto credo sia un toccasana per il territorio pedemontano. Ma se non mi lasciano fare l’installazione, porto tutto in Olanda, dove spazi e apprezzamenti non mancano». E dove lo attendono la compagna e i suoi figli. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mauro Sartori
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