Malo

Raccolta fondi
per casa di riposo
Ma è un truffa

L’ex ospedale De Marchi con la casa di riposo “Muzan” sullo sfondo
L’ex ospedale De Marchi con la casa di riposo “Muzan” sullo sfondo
L’ex ospedale De Marchi con la casa di riposo “Muzan” sullo sfondo
L’ex ospedale De Marchi con la casa di riposo “Muzan” sullo sfondo

«Buongiorno, signora. Stiamo raccogliendo fondi per acquistare un pullmino e altre attrezzature per la nostra casa di riposo di cui siamo dipendenti. Se passiamo da casa sua nelle prossime ore ci fa un’offerta per aiutare il nostro ente?»

Decine, se non centinaia di telefonate di questo tenore hanno raggiunto in questi giorni le abitazioni dei maladensi. Anche quelle dei familiari di tre dipendenti dell’Ipab Muzan, che hanno fiutato l’inganno e avvertito la direzione.

Si tratta di un tentativo di truffa che potrebbe avere fatto breccia in qualche cuore generoso. La casa di riposo è un’istituzione in paese, ha la sede via Barbè, accanto all’ex ospedale De Marchi di cui è diventata una specie di propaggine, anche per i molteplici servizi rivolti agli anziani, ospiti o meno che siano. Solo quest’anno è stato inaugurato un ambulatorio per la riabilitazione e da un paio di mesi è stato attivato un progetto appunto di riabilitazione ambulatoriale per over 65 finanziato dalla fondazione Cariverona e che durerà 18 mesi.

Un ente che ha 150 dipendenti, fra interni ed esterni, a seguire attualmente 145 anziani.

“Nessun soggetto interno o esterno all’ente è stato autorizzato dalla casa di riposo a richiedere soldi a qualsiasi titolo. E nessuno è stato autorizzato a telefonare o a presentarsi al domicilio delle persone per presentare richieste di qualsiasi tipo“ è al’avviso diffuso ieri dalla direzione dell’Ipab, da qualche settimana presieduto da Paola Carraro, già assessore e vicesindaco di Malo.

«Se già tre famiglie legate in qualche modo alla nostra struttura sono state interpellate, temiamo che le telefonate siano state parecchie - ammette il direttore generale, Annalisa Bergozza. - È importante che chiunque venga interpellato informi i carabinieri della stazione. Noi abbiamo già provveduto ad inoltrare la segnalazione per tentata truffa».

Chi telefona ha la voce impostata e sa parlare con chiarezza. Non è da escludere che si tratti di un’organizzazione criminale dedita alla truffa seriale.

Il timore è che qualcuno ci sia cascato ed abbia abboccato, facendo magari entrare in casa individui che crede personale dell’ente comunale e quindi di fiducia. E che potrebbero non limitarsi ad incassare l’obolo ma mettere in atto qualche altro atto criminoso.

I militari stanno seguendo qualche pista . Intanto fioccano le segnalazioni.

Mauro Sartori