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21.08.2019

Sui monti con i sandali, un infortunio al giorno

L’elicottero del Soccorso alpino, spesso provvidenziale, ma in caso di “codice bianco” può costare molto caro. FOTOSERVIZIO FILOSOFO
L’elicottero del Soccorso alpino, spesso provvidenziale, ma in caso di “codice bianco” può costare molto caro. FOTOSERVIZIO FILOSOFO

Sempre più incidenti sulle nostre montagne: è ormai la costante di questa estate. Un fenomeno in rapida crescita. Non è un caso se gli infortuni, alcuni gravi, si susseguono con una continuità sospetta, coinvolgendo persone di diversa età e condizione fisica, con situazioni critiche che spesso necessitano dell’intervento del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico (Cnsas) delle diverse stazioni. I dati parlano da soli: dall’inizio dell’estate, nell’Alto Vicentino, la stazione di Arsiero ha compiuto 17 interventi, 19 quella di Schio, 30 quella di Asiago, 13 per la stazione di Recoaro. Un totale di 79 operazioni di soccorso, per slogature e fratture, dovute a scivolate o ad inciampi, o ad incidenti avvenuti durante i lavori nel bosco. L’ultimo ieri a Lastebasse, dove una donna ha lamentato dolori al bacino dopo essere scivolata andando a cercare mirtilli ed è stata trasportata in barella per un chilometro. Ci sono poi parecchie ricerche di persone disperse. Ma, perché tanti e sempre più incidenti? «Grazie alle buone condizioni meteorologiche – afferma Giovanni Busato, dal 2011 vice presidente del Cnsas Veneto e storico soccorritore di Arsiero - le nostre montagne sono state invase da turisti ed escursionisti, purtroppo non sempre attenti a pianificare l’escursione, sottovalutando il fatto che anche la più banale delle gite può nascondere insidie. I frequentatori sono aumentati in misura esponenziale e ciò ha portato ad un aumento di interventi da parte del Soccorso alpino». «Spesso - spiega - troviamo persone con attrezzatura inadeguata, tipo scarpe da ginnastica o, peggio, le infradito. Ultimamente abbiamo recuperato un escursionista che perdeva le suole delle scarpe. Inoltre, la gita non viene sufficientemente preparata e studiata a tavolino. Molti escursionisti in difficoltà non si erano informati sulle caratteristiche del percorso, sulla lunghezza e sulle difficoltà che avrebbero incontrato». Ecco che prima di fare una camminata, sarebbe opportuno ricordare alcune regole che valgono sempre: «Nello zaino - suggerisce Busato - devono trovare sempre posto dell’acqua, un cambio e un guscio per proteggersi dall’eventuale pioggia; occorre calcolare i tempi dell’escursione, magari partendo presto al mattino, in modo da conservare un buon margine di tempo e di luce in caso di imprevisto. Ormai tutti dispongono di uno smartphone su cui è installato un gps che è bene tenere attivo perché la posizione possa essere rilevata da parte dei soccorsi». In caso di infortunio: «Se possibile, bisogna attivare il 118, che farà intervenire la squadra del Soccorso alpino più vicina. La montagna è il luogo del silenzio, dell’andare lento osservando ciò che accade tutt’attorno: una straordinaria fonte di cultura. Trattarla come un parco giochi, come il passare una giornata al centro commerciale, o peggio come una palestra dove andare a sudare per mantenere la linea, non permette di percepirne i messaggi, a volte anche con spiacevoli conseguenze». C’è da notare che il 95 per cento dei recuperati/infortunati non risulta iscritto al Cai o non ha un’altra assicurazione. Ciò comporta che, in caso di utilizzo dell’elicottero del 118 per il recupero, se il medico dichiara un “codice bianco”, arrivi a casa il conto che di solito è molto salato: 90 euro + Iva al minuto! • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Giovanni Matteo Filosofo
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