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18.10.2019

Motosega nella botola sigillata Ora al Ris i resti di altre unghie

Le vasche dell’ex allevamento dove sono state trovate altre unghie
Le vasche dell’ex allevamento dove sono state trovate altre unghie

I nuovi frammenti umani trovati dagli archeologi forensi nell’ex porcilaia di Valerio Sperotto, l’allevatore di Velo d’Astico morto nel 2011, sono altre due unghie. Una sembrerebbe appartenere al dito di una mano. E con ogni probabilità, entrambi i resti, ora inviati al laboratorio del Ris di Parma, sono di Virginia Mihai, la seconda moglie di Sperotto sparita nel nulla nell’aprile di vent’anni fa. Ma nel corso degli scavi ordinati dalla procura sotto alle vasche di scolo dove venivano sversati i liquami dei maiali, esperti forensi e carabinieri del nucleo investigativo hanno anche scoperto che la motosega rinvenuta nel corso delle ispezioni era stata nascosta sotto a una botola completamente cementata. Evidentemente il chiaro intento di Sperotto era quello di non farla trovare agli investigatori se fossero andati a controllare la porcilaia. Anche la motosega, sulla quale sarebbero state rinvenute alcune impronte, è stata inviata al Ris. L’intenzione è quella di capire se quelle tracce corrispondano a materiale biologico. L’ipotesi è che Sperotto abbia fatto a pezzi Virginia Mihai per poi darla in pasto ai maiali da lui allevati. Animali che sarebbero in grado di mangiare e digerire quasi tutto di un corpo umano salvo denti, unghie e capelli. Il sostituto procuratore Hans Roderich Blattner, titolare dell’inchiesta sul caso di Velo d’Astico, sta infatti indagando per omicidio. La tesi della procura è che qualcuno possa avere aiutato l’imprenditore agricolo a commettere il delitto oppure a occultarne le tracce. Sperotto, deceduto per morte naturale otto anni fa, era stato inizialmente indagato con l’accusa di omicidio volontario. La sua posizione venne però archiviata perché dalle indagini non emersero indizi o prove legate a un suo diretto coinvolgimento nella sparizione di Virginia Mihai, arrivata nel Vicentino dalla Romania. Che l’imprenditore agricolo, padre di due figlie, aveva sposato dopo essere rimasto solo. Undici anni prima dell’improvvisa sparizione della seconda moglie, aveva fatto perdere le proprie tracce anche la prima consorte di Sperotto, Elena Zecchinato (detta Ivette) scomparsa dall’abitazione di via Roma, a Velo, nel gennaio del 1988. Da allora di Elena nessuno aveva più avuto notizie. Nonostante un marito e due ragazzine; la donna era come si fosse dissolta nel nulla. Di lei nessuno ha più saputo nulla. Mai più. Ma visto quanto scoperto con il rinvenimento nell’ex porcilaia della prima unghia, appartenuta a Virginia, e in questi giorni degli ulteriori frammenti umani e della motosega, l’eventualità che anche Elena possa avere fatto la stessa fine di chi è venuta dopo di lei è più di un sospetto. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Matteo Bernardini
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