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03.10.2019

Lettere anonime contro il sindaco «È solo fango»

Il sindaco  Capovilla, terzo da sinistra, con il direttivo della Pro loco
Il sindaco Capovilla, terzo da sinistra, con il direttivo della Pro loco

Lettere anonime spedite ai media, in Provincia, indirizzate al presidente Francesco Rucco e al direttore generale Angelo Macchia, che guardacaso è un cogollese. Al nostro giornale ne sono arrivate un paio, circostanziate ma con la premessa che chi denuncia non può esporsi pubblicamente. E quindi destinate al cestino proprio perchè anonime. Tutte con il sindaco Gildo Capovilla nel mirino. E nel mirino ci sono soprattutto i suoi rapporti con la Pro loco, già oggetto di polemiche e di esposti sulle presunte irregolarità nel direttivo. Accuse pesanti, diffamatorie quelle stilate da mano ignota, di soldi usati per scopi privati come cene e feste, che non sembrano turbare più di tanto il primo cittadino. Pronte le denunce, Capovilla? Non ne faccio più. Le dovrei fare contro ignoti quando so benissimo chi è che le spedisce in giro. E allora? Non ho prove per arrivare agli autori. Come non ne hanno loro del fango che mi buttano addosso. Se le avessero, le lettere le avrebbero spedite ai carabinieri o alla guardia di finanza e non ai giornali o in Provincia, che non ha competenze in materia. Però si capisce bene cos’è che scatena questa macchina del fango. Ce lo spiega? In primavera si vota, questo è il motivo. Sono solo manovre politiche per screditarmi in vista delle elezioni. È già partita la campagna elettorale ma non pensavo in questo modo. Ma lei si ricandida? Certo che mi ricandido. Posso già ufficializzarlo. Ho il sostegno di buona parte del paese. Perché non dovrei? E i suoi concittadini cosa le dicono di queste accuse? Sto ricevendo solidarietà da tutti. Ci spiega il suo rapporto con la Pro loco, che pare tanto discusso? Vado d’accordo con loro come accadeva a chi guidava il paese prima di me. Mi pare sia normale. Ci sono identità di vedute sugli obiettivi, sulle manifestazioni da organizzare. Non capisco dove sia il problema. Però sostengono che spendiate soldi per cose non propriamente pubbliche. Ma stiamo scherzando? Non sanno più su cosa attaccarsi per diffamarmi. E comunque, se devo essere sincero, non m’interessa più di tanto. Sono stufo di queste cose. Quella di Cogollo sta apparendo come una comunità turbolenta. Non le dispiace? Guardi, qui non accade nulla che non succeda anche in altri paesi. Però c’è chi getta benzina sul fuoco, appena ne ha l’occasione, evitando il confronto dove dovrebbe essere fatto. Ovvero? Alle urne. Là ci si deve confrontare democraticamente. Maggio non è lontano e io sono pronto a raccogliere il guanto di sfida. Altrimenti, se non hanno altri argomenti, che la smettano. Sono sinceramente stanco di stare dietro a simili storie che finiscono con il danneggiare l’immagine di Cogollo, che non si merita questo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mauro Sartori
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