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08.11.2019

Il torrione scaligero sta cadendo a pezzi «È la nostra storia»

Il torrione scaligero sopra Pedescala con i segni dei crolli.  G.M.F.
Il torrione scaligero sopra Pedescala con i segni dei crolli. G.M.F.

Purtroppo si susseguono i crolli della parte sommitale della possente torre scaligera che si trova sul territorio di Cogollo, ma geograficamente è vicina all’abitato di Barcarola e di Pedescala, frazione di Valdastico. L’antico complesso fortificato, di origine medievale, composto da torre e bicocca di guardia, posto sulla riva sinistra dell’Astico, a poca distanza dalla Pria di Arsiero, versa in forte degrado. Un progressivo decadimento, che sembra si sia ancor più accentuato e accelerato con le bombe d’acqua degli ultimi anni, che dilavano una struttura a pianta quadrata, di 9 metri di lato, ormai molto fragile, soprattutto nella parte più elevata e sottile, in origine alta ben più degli attuali 15 metri. «Abbiamo fatto di tutto – afferma il valdasticense Riccardo Lucca, portavoce del Comitato per il ripristino delle torri di Pedescala - per arrestare il degrado del torrione più alto, grazie ad un intervento di restauro risolutivo. Purtroppo, a livello di finanziamento tutto sembra fermo, nonostante la nostra attività di sensibilizzazione e di tutela in questi anni non si sia mai fermata». Lucca, assistito da Luciano Zambon, elenca le “azioni” compiute dopo la nascita dello stesso comitato nel 2014: vari incontri pubblici a Valdastico, Cogollo del Cengio, Arsiero e Pedemonte; programmazione di numerose visite e lezioni sulle torri per gli alunni delle scuole della valle e distribuzione di un opuscolo illustrativo, stampato in mille copie, sulla loro illustre storia; visite guidate condotte da archeologi; presentazione ai Comuni del progetto di sistemazione; realizzazione dell’illuminazione notturna nei periodi festivi; parziale disboscamento per rendere più visibile il sito; ricerche catastali e sopralluogo degli ispettori delle Belle Arti. «Purtroppo – conclude Riccardo Lucca – il finanziamento richiesto non arriva, nonostante ci sia stato detto che i soldi sono stati stanziati, i tempi si allungano e più si tarda, più continuano i crolli di massi e sassi, col rischio di veder scomparire uno dei più importanti simboli storici eretti a difesa della valle». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Giovanni Matteo Filosofo
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