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20.08.2019

Il Comune ora taglia gli oneri a chi recupera le vecchie case

Tante finestre chiuse da tempo nel centro di Velo. FILOSOFO
Tante finestre chiuse da tempo nel centro di Velo. FILOSOFO

Case vecchie, spesso fatiscenti, in gran parte abbandonate. È questa la precaria situazione edilizia dei cosiddetti “Centri storici” di Velo d’Astico, presenti tanto nel capoluogo che nelle frazioni di Lago, Seghe e Meda, che nel Prg, piano regolatore generale del Comune, vengono classificate come Zto di tipo “A”. Un patrimonio, di memorie individuali e collettive, di vita vissuta, di investimenti generazionali tristemente avviato al declino, anche perché, forse per troppo tempo, la gente ha preferito costruire nuovi edifici, piuttosto che sistemare quelli esistenti. Oppure, se n’è andata dal paese, per abitare altrove, valutando più conveniente risiedere in centri moderni, meglio dotati di servizi, con comodità maggiori rispetto a quelle offerte dalla vecchia casa. Ora, per cercare di frenare l’esodo, e nel tentativo di recuperare l’esistente, la Giunta comunale ha preso la decisione di incentivare gli interventi di ristrutturazione e straordinaria manutenzione proprio nei centri storici di Velo. «Quella presa – spiega il sindaco Giordano Rossi – è un’importante decisione. Già rientrava nel programma elettorale l’obiettivo di valorizzare il patrimonio edilizio in degrado ai fini abitativi e turistici, con la previsione di aiuti e sostegni, contrastando il consumo di altro suolo e cercando di recuperare, migliorare e conservare, invece, le tante case che già ci sono». «Si tratta di un primo passo - sottolinea - importante e notevole, per una sempre più necessaria rigenerazione urbana, che già può contare sull’ampliamento delle volumetrie esistenti, previste dalla legge regionale numero 14 del 2019, ma che va anche oltre». Nel provvedimento di Giunta si prevede infatti che, per porre un freno all’ulteriore antropizzazione del territorio, il Comune conceda, per gli interventi di recupero effettuati da qui fino al 31 dicembre 2021, l’erogazione di un contributo, che sarà “pari agli oneri di urbanizzazione ed al costo di costruzione dovuti”. Contributo esteso anche agli interventi edilizi per il cambio d’uso di locali esistenti, dall’attuale destinazione verso quella residenziale. Una prima, necessaria “medicina”, utile per arrestare almeno il male dell’abbandono e dello spopolamento. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

G.M.F.
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