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28.12.2019

Due semafori all’incrocio pericoloso

L’incrocio pericoloso della “Vigneta”, ora con semaforo.  G.M.F.
L’incrocio pericoloso della “Vigneta”, ora con semaforo. G.M.F.

Installati in tempi record dalla ditta comasca Rct di Cantù, da qualche giorno due semafori “vigilano” sulla tutela della salute dei pedoni che attraversano il pericoloso “incrocio della Vigneta”, vero punto nevralgico ro della viabilità provinciale nel territorio alto vicentino e teatro di numerosi incidenti stradali. In attesa che sia attuato con un intervento risolutivo di oltre 780 mila euro, cofinanziato da Comune e Provincia, il maxiprogetto di revisione dell’attuale e tristemente noto crocevia. che interseca, da un lato, la provinciale 350 per l’alta Val d’Astico, dall’altro la strada che entra e attraversa il paese, prima dell’innesto verso la Val Posina e poi verso Tonezza e l’altopiano dei Fiorentini, il Comune ha proposto alla Provincia la posa dell’impianto semaforico, installato a proprie spese, per un importo di 30 mila euro. Proposta che la società Vi.abilità ha accettato, dando il suo benestare. «Abbiamo preso questa decisione - spiega l’assessore ai lavori pubblici Luciano Martini – dopo che quest’estate una donna, uscita dal vicino supermercato, è stata investita da un’ auto mentre attraversava la strada, con gravi conseguenza, visto che ha avuto entrambe le gambe spezzate. Era l’ultimo di tanti altri incidenti». I semafori, installati uno dirimpetto all’altro, sono entrambi a chiamata, con segnali luminosi di preavviso nei due sensi di marcia. «Chiaro che – afferma l’assessore Martini – quando finalmente si attuerà la messa in sicurezza dell’intero incrocio, come prevede il progetto già stilato, i due semafori verranno tolti e saranno usati a in altri luoghi del paese dove siano presenti delle criticità». La novità è stata accolta con soddisfazione soprattutto da quanti si recano a fare la spesa a piedi nei vicini negozi. Infatti, dopo che le strisce pedonali erano state vietate e, quindi cancellate, perché in curva e contro legge, il pericolo dell’attraversamento dell’arteria era notevolmente aumentato, fino a far pensare al peggio, ora scongiurato. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Giovanni Matteo Filosofo
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