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16.01.2020

Crolla una galleria bellica sul sentiero dei granatieri

La quinta galleria del sentiero bellico franata.  G.M.F.Il divieto di accesso ordinato dal sindaco di Cogollo.  G.M.F.
La quinta galleria del sentiero bellico franata. G.M.F.Il divieto di accesso ordinato dal sindaco di Cogollo. G.M.F.

Non sarà più possibile, almeno per parecchi mesi, percorrere per intero il suggestivo itinerario storico della celeberrima “Ganatiera”. Infatti, la sua quinta galleria è stata chiusa al transito degli escursionisti per il verificarsi di pericolosi franamenti, che testimoniano l’estrema fragilità della volta rocciosa e delle pareti. Il crollo è stato segnalato al Comune di Cogollo, sul cui territorio insiste la montagna, tanto cara al granatieri di Sardegna per il mitico “salto”, alla fine di dicembre, da chi, percorrendo il sentiero Cai n. 651, detto della “Cengella”, giunto a quota 850 metri d’altitudine, si è accorto degli smottamenti avvenuti nel tunnel bellico e del pericolo di altri crolli. «Subito dopo le prime verifiche – confida il sindaco Piergildo Capovilla – ho emesso un’immediata ordinanza per interdire l’accesso alla galleria con apposite occlusioni, dato il potenziale rischio che vi incombe. Una situazione di estrema emergenza che potrebbe aggravarsi con gli attuali fenomeni climatici di gelo-disgelo che si verificano in questa stagione in quota e, ancor più, soprattutto quest’anno, per un clima che è già quello che solitamente si verifica verso la fine della stagione invernale. La chiusura permetterà di eseguire idonei controlli e lavori di ancoraggio dei massi, che speriamo siano realizzati col concorso finanziario della Regione-Ufficio forestale e dell’Unione montana Alto Astico, cui abbiamo rivolto apposita istanza di aiuto». La galleria in questione fa parte del sistema di postazioni realizzate sul Cengio dopo la portentosa Strafexpedition austroungarica del maggio-giugno 1916, durante la quale i soldati imperiali conquistarono la cima, non riuscendo, però, poi a scendere in pianura per la controffensiva dei Nostri, per il venir meno della spinta iniziale, e per non essere riusciti portare più avanti le artiglierie. Quella strada di arroccamento, lunga oltre sei km, tutta scavata nella roccia dalla 93a compagnia zappatori, venne chiamata la “Granatiera”, dotata all’epoca di postazioni di difesa sia in caverna che nei punti nevralgici del tortuoso percorso a strapiombo sulla Val d’Astico. Un itinerario che abitualmente è di forte richiamo non solo per chi sale montagna a piedi, ma anche, sempre più, pure per chi lo percorre avventurandosi in mountain bike perfino nei punti più scoscesi. «Tutti gli appassionati – precisa il sindaco Capovilla – potranno comunque continuare a percorrere, anche se non per intero, la Granatiera, visto che, proprio in prossimità della quinta galleria in parte crollata, sul sentiero è stata creata una deviazione che permette il transito in totale sicurezza. In tal modo, il Cengio continuerà a mantenere una forte attrazione turistica, sulla cui valorizzazione storica e naturalistica negli ultimi anni abbiamo continuato ad impegnarci, con significative iniziative e manifestazioni di sicuro richiamo. Poi, col ripristino della galleria nella sua interezza, sarà possibile tornare a percorrere senza pericoli l’intera strada di arroccamento». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Giovanni M. Filosofo
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