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21.03.2019

Anziana derubata per anni dalla colf Via 100 mila euro

All’anziana  sottratti soldi, ori e carta di credito.  FOTO DONOVAN CISCATO
All’anziana sottratti soldi, ori e carta di credito. FOTO DONOVAN CISCATO

Ruba soldi, gioielli e carte di credito ad una donna di 80 anni di cui è la collaboratrice domestica ma viene incastrata da una videocamera fatta installare dalla derubata, stanca dei continui ammanchi proseguiti da anni. Nei guai sono finiti C.M.C. 52 anni di Schio e L.M. 45 anni thienese (fornite solo le iniziali). La prima è indagata per furto aggravato e ricettazione, il secondo per l’utilizzo indebito delle carte di credito che la scledense gli avrebbe consegnato. I SOSPETTI. La donna scledense lavora da una decina d’anni per l’anziana di Cogollo che si insospettisce per la sparizione di soldi e gioielli, per un valore stimato alla fine di 100 mila euro: «Dove sono finiti?», chiede alla domestica che risponde: «Si sta sbagliando. Forse li ha gettati nella spazzatura per errore. Io non so nulla». Ma gli ammanchi proseguono e la padrona di casa decide di fare il passo decisivo: si presenta in caserma a Piovene Rocchette e confida ai militari i suoi sospetti. «Per avere prove dei furti servirebbero le riprese di una telecamera», spiegano i carabinieri. Detto fatto: l’anziana fa installare un sistema di videosorveglianza. E le immagini parlano chiaro, perché documentano la sottrazione sia di preziosi che denaro contante lasciati in diversi ripiani. C.M.C. non solo rubava ma fotografava quanto lasciato al suo posto, in previsione di un successivo indebito prelievo. LE CARTE DI CREDITO. In uno dei filmati i carabinieri notavano l’asportazione di due carte di credito, usate nei giorni successivi sia per pagare pedaggi autostradali che per acquisti in un supermercato di Zanè, dove però l’operazione non andava a buon fine. I militari non solo acquisivano i filmati dei caselli, inutilizzabili tuttavia al fine dell’indagine perché non riprendevano l’auto interessata, e verificavano le transazioni al supermercato dove M.L., una volta fallito l’acquisto con il bancomat rubato, pagava con una sua carta di credito. A questo punto partivano le perquisizioni, dopo aver richiesto il mandato alla Procura. LE INDAGINI. A M.L. veniva trovata la carta di credito dell’anziana, mentre C.M.C., veniva sequestrato il cellulare, in assenza della refurtiva, probabilmente smerciata subito dopo i furti. A questo punto i carabinieri stanno tentando di capire il collegamento esistente fra i due denunciati, non essendovi alcun legame apparente. L’ipotesi più probabile è che la donna abbia ceduto la carta di credito all’uomo, che ne faceva uso. Molti interrogativi potrebbero trovare risposta nell’esame del cellulare della donna, dove non solo ci sono le foto di quanto rubato ma anche contatti telefonici che potrebbero allargare il fronte degli indagati, almeno per il reato di ricettazione. Le indagini perciò sono tutt’altro che concluse e potrebbero comportare svolte importanti a breve, compreso il recupero dei monili. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mauro Sartori
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