Pedofilia, al Carnevale sfila un carro shock

Toccato anche il tema della violenza sulla donna.CISCATOUn prete e sotto un bambino e poi le fiamme. Chiaro il riferimento alla Chiesa e alla pedofilia. CISCATO
Toccato anche il tema della violenza sulla donna.CISCATOUn prete e sotto un bambino e poi le fiamme. Chiaro il riferimento alla Chiesa e alla pedofilia. CISCATO
Toccato anche il tema della violenza sulla donna.CISCATOUn prete e sotto un bambino e poi le fiamme. Chiaro il riferimento alla Chiesa e alla pedofilia. CISCATO
Toccato anche il tema della violenza sulla donna.CISCATOUn prete e sotto un bambino e poi le fiamme. Chiaro il riferimento alla Chiesa e alla pedofilia. CISCATO

Il Carnevale maladense ritorna in grande stile e con un dettaglio destinato a far discutere, dopo le partenze fiacche e sottotono delle ultime edizioni, che avevano fatto temere che la tradizione carnevalesca - datata 1924 ma presente già dal 1867 - potesse spegnersi. Così non è stato e la 95esima edizione (ieri la prima sfilata)è riuscita a riportare i protagonisti della manifestazione, i grandi carri allegorici, lungo le vie del paese, con un carro che in particolare ha scelto di osare, consapevole del rischio. La compagnia “Il trenino”, ha presentato “Fate, Ignoranti”, partendo dalla figura femminile e sviluppando il tema della violenza, del femminicidio, dell’egoismo, dell’omofobia,e della pedofilia: ed è su quest’ultimo punto che il gruppo si è assunto un rischio, rappresentare un prelato con accanto un bambino - potrebbe essere un riferimento ai fatti di Ratisbona - entrambi avvolti dalla fiamme. Il tutto nel giorno in cui il Papa ha condannato ancora una volta i crimini della Chiesa nei confronti dei minori e delle persone vulnerabili. Pedofilia legata, quindi, a doppio filo alla tonaca, una presa di posizione che i carristi rivendicano come ragionata e voluta proprio per far discutere e riflettere. Secondo “Il trenino”, il tema è più che mai attuale e quale miglior modo di metterlo in luce se non durante una manifestazione allegorica? Meno provocatori ma ugualmente attuali gli altri carri. “Il trio del Carnevale” ha scelto di parlare dell’ambientale, tema legato all’inquinamento globale e soprattutto all’eccessivo accumulo di materiale plastico in mari ed oceani. “L’isola che non c’è”, questo il nome del carro in concorso, si allaccia alla storia di Peter Pan e della sua isola immaginaria, per affermare che invece quella chiamata Pacific trash Vortex esiste e si sposta nel Pacifico, con plastica in crescita. “La vecchia guardia carnevalesca” ha scelto di riflettere sul made in Italy, con il carro “San Giorgio e il drago”, facendo vestire i panni del santo a Giorgio Armani che cerca di difendere l’Italia, minacciata dai prodotti di bassa qualità della Cina. “Natura sovrana” è il titolo del carro allegorico del gruppo “Molina e Company”, che ruota attorno alle potenzialità dell’essere umano, contrapposte però al rischio che lui stesso venga schiacciato da ciò che ha costruito; è qui che emerge prepotentemente la natura e si riappropria della propria centralità nell’ordine delle cose. L’ultimo carro in gara è “Un sacco di desideri”, del gruppo “Quelli del centro”, che porta in scena i desideri umani, realizzabili o meno e tutte gli imprevisti per realizzarli, con l’augurio di riuscirci sempre e comunque. Fuori concorso il carro mascherato, “Paperette beach” della compagnia “Pochi ma boni”, che porta per le vie di Malo la spensieratezza dell’estate e il mare delle vacanze. Per Fernando Zambon presidente della Pro Malo « il pubblico ci è sembrato contento e molte persone ci hanno detto di aver apprezzato la sfilata». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Greta Dircetti

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