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18.04.2019

Nuova maxi parrocchia Va dal duomo al Tretto

Jantel Lavender del Famila col bollettino del duomo.  FOTO CISCATO
Jantel Lavender del Famila col bollettino del duomo. FOTO CISCATO

In copertina dell’ultimo bollettino di San Pietro sono riportate le immagini di 18 chiese. Non è un errore di stampa ma l’anticipazione di quello che accadrà a settembre, quando il nuovo parroco, nominato dal vescovo Beniamino Pizziol, dovrà sovrintedere ad una nuova unità pastorale che a quella del centro aggiunge la “Schio ovest”, ovvero l’unità qualche anno fa istituita e che raccoglie le parrocchie di Sacro Cuore, Poleo e Santa Caterina. Quindi una grande parrocchia che va dal duomo al Tretto e che unisce, di fatto, tutte le 18 chiese rappresentate. L’ANNUNCIO. Come annuncia don Mariano Ronconi, parroco pro tempore in attesa delle scelte diocesane , «non è nostra intenzione avviare ora la nuova unità pastorale. Al momento siamo interessati a far conoscere a più persone possibili che cosa ci aspetta e presentare le motivazioni e le opportunità che il cambiamento ci offrirà». Intanto il calendario delle attività parrocchiali 2019 è già condiviso, segnale che l’aggregazione di fatto è in atto e sta procedendo spedita. Manca il capitano ma arriverà in estate, con le nomine che forse il presule anticiperà già a giugno, in occasione della festa patronale, come accaduto in altre occasioni. Il 5 gennaio scorso i due consigli pastorali si sono confrontati con il vicario generale, mons. Lorenzo Zaupa e il direttore dell’ufficio pastorale, don Flavio Marchesini. «Lo sappiamo bene che il passaggio che ci aspetta è difficile e traumatico - spiega don Mariano. - Per questo è necessario partire col piede giusto». LA CONDIVISIONE. Oltre al bollettino condiviso, ieri c’è stata una “via crucis” che ha affrontato il tema dell’unità. Erano state decise tracce di preghiera in comune sia per la quaresima che per la Pasqua. Va da sè che il numero speciale del bollettino, diretto da Giuseppe Piazza, è corposo: un’ottantina di pagine per dare spazio alle tante voci che dal centro storico arrivano sino al Tretto. Ovviamente non è la prima aggregazione fra le parrocchie scledensi. C’erano già state proprio quella fra S.Cuore e Poleo, Magré e Ca’ Trenta e più recentemente quella fra Ss. Trinità e S.Croce. LE MOTIVAZIONI. I motivi, espressi da mons. Zaupa, riguardano comunione e corresponsabilità: «La comunione tra i cristiani a tutti i livelli, che non può essere chiusa nei singoli gruppi, e la corresponsabilità che non è solo collaborazione. Siamo chiamati a rispondere a sfide nuove: mobilità dei fedeli, riduzione dei preti e dei laici nelle comunità». Don Flavio Marchesini ha parlato «di crisi dolorosa ma anche piena di speranza. Il nostro senso di appartenenza al corpo di Cristo ci stimola al cambiamento. Farà emergere la nostra debolezza ma anche la nostra forza». L’unione parrocchiale sarà dunque la forza anche se su una cosa le comunità resteranno divise: le sagre patronali. Che ogni “ex parrocchia” continuerà a gestire in autonomia. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mauro Sartori
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