Muore in casa a 48 anni, pesava 210 chili

I vigili del fuoco di Schio recuperano la salma utilizzando un’autoscala. [FOTOGRAFO]CUCOVAZLe ultime fasi dell’operazione di recupero in via Roma. [FOTOGRAFO]E.CU.
I vigili del fuoco di Schio recuperano la salma utilizzando un’autoscala. [FOTOGRAFO]CUCOVAZLe ultime fasi dell’operazione di recupero in via Roma. [FOTOGRAFO]E.CU.
I vigili del fuoco di Schio recuperano la salma utilizzando un’autoscala. [FOTOGRAFO]CUCOVAZLe ultime fasi dell’operazione di recupero in via Roma. [FOTOGRAFO]E.CU.
I vigili del fuoco di Schio recuperano la salma utilizzando un’autoscala. [FOTOGRAFO]CUCOVAZLe ultime fasi dell’operazione di recupero in via Roma. [FOTOGRAFO]E.CU.

È stata la moglie a trovare ieri mattina privo di vita il corpo di Giampiero Manfron, 48 anni, deceduto per un malore nella sua abitazione di via Roma 2 a Santorso. L’uomo, ex imprenditore padre di due figli, gravemente malato da alcuni anni, aveva raggiunto il peso di 210 chili. Per trasportarlo fuori dall’appartamento al secondo piano è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Schio che l’hanno spostato agganciandolo al braccio dell’autoscala.

L’intervento della durata di un’ora ha richiesto il supporto della polizia locale Alto Vicentino e richiamato l’attenzione di numerosi passanti. «La salute di mio papà era molto precaria e i medici gli avevano già annunciato che, rifiutando di prendersi maggior cura di sé, rischiava la vita - racconta il figlio Kevin - ma non avrei mai creduto che sarebbe successo, durante le feste».

Il decesso è avvenuto tra le 6 e le 8 di mattina, mentre la moglie Marì era uscita a fare una passeggiata con il cane. I due figli Kevin e Vivien invece, erano in vacanza fuori città. Manfron si era svegliato, ma era a letto, dove ormai era quasi completamente bloccato a causa di una malattia alle gambe sopraggiunta nel 2010. Proprio la sedentarietà è stata una delle cause della sua obesità, la quale a sua volta gli aveva creato insufficienza cardiaca e altri problemi di salute.

La moglie al suo rientro l’ha ritrovato già privo di vita. Subito è partita la chiamata al 118, ma i sanitari del Suem arrivati in ambulanza da Santorso non hanno potuto fare nulla se non constatare il decesso. La causa è stata un edema polmonare acuto che non gli ha lasciato scampo. Sono stati gli operatori delle onoranze funebri, rendendosi conto che non era possibile trasportare la salma fino in strada coi metodi normali a richiedere l’intervento dei vigili del fuoco.

La squadra del distaccamento di Schio, compresa la situazione, ha richiesto l’intervento di un’autoscala da Vicenza. Il corpo di Manfron è stato quindi avvolto in un telo e trasportato in terrazzo, quindi adagiato su una robusta rete la quale a sua volta è stata assicurata al braccio meccanico del mezzo di soccorso. Nel frattempo il figlio era rientrato dal Trentino dove si trovava, seguendo le operazioni a cui invece sua madre non si è sentita di assistere.

La malattia e il fallimento della sua ditta di taglio laser sono stati un colpo molto duro per Manfron che nonostante i continui avvertimenti dei medici non aveva smesso di fumare né e non aveva accettato le cure. «Gli abbiamo sempre voluto bene, mentre purtroppo lui non se ne voleva più - conclude il figlio - Ci aspettavamo questa fine, ma è un dolore a cui nessuno può prepararsi».

Elia Cucovaz