LA MANIFESTAZIONE

«Mobilitazione generale per la sanità pubblica»

Adesioni di oltre 80 associazioni e cooperative. Incontrati i sindaci e il dg dell'Ulss 7: «Non siamo contro, ma il declino va fermato»
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Approfittare della ripartenza post Covid per risolvere le criticità della sanità locale. È una delle proposte lanciate dal Comitato sanità pubblica Alto Vicentino in vista della manifestazione in programma per sabato pomeriggio. Nelle intenzioni degli organizzatori, il corteo dovrebbe replicare la mobilitazione del novembre 2019, quando migliaia di persone scesero in strada per far sentire la propria voce sui problemi sanitari locali. Una situazione che, sempre secondo i promotori, è stata aggravata dalla pandemia scoppiata proprio pochi mesi dopo la sfilata che da Schio portò i manifestanti fin davanti all’ospedale di Santorso. Il ritrovo è fissato per sabato alle 14 al PalaRomare; i manifestanti partiranno poi alle 14.30 verso l’ospedale. I successivi discorsi e interventi non avranno però luogo nel parcheggio dell’ospedale, dopo il “no” dell’Ulss 7 Pedemontana alla concessione dell’area, bensì nelle vicinanze, in un luogo non ancora stabilito. Gli organizzatori spiegano di aver incontrato, in questi giorni, l’esecutivo del distretto 2 della conferenza dei sindaci dell’Ulss 7 e il direttore generale dell’azienda sanitaria Carlo Bramezza. «Al direttore generale abbiamo spiegato le ragioni della manifestazione, confermando che non si tratta di una manifestazione “contro” di lui, anche perché il declino dei servizi socio sanitari del nostro territorio è cominciato da molti anni - spiega il comitato -. E se scendiamo nuovamente in piazza è semplicemente perché chiediamo una decisa inversione di tendenza. A lui e ai sindaci abbiamo spiegato che i cittadini vanno ascoltati: le difficoltà del nostro ospedale (con molti medici usciti negli ultimi anni e non adeguatamente rimpiazzati), dei nostri sanitari (che durante la pandemia hanno dovuto ancora di più sopperire a carenze croniche di organico) e di tante famiglie che vedono ridotti i servizi erogati dal pubblico (a fronte di centri privati che crescono come funghi, ai quali però non tutti possono rivolgersi per motivi economici) non sono una nostra invenzione». Proprio il momento della ripartenza, secondo gli attivisti, potrebbe rappresentare l’occasione per nuovi investimenti. «Tra le principali criticità ricordiamo il mancato investimento sul personale del servizio pubblico e l’eccessivo ricorso al privato per la gestione dei servizi - continua il comitato -. Nonché il project financing dell’ospedale ancora troppo oneroso, del quale auspichiamo un ridimensionamento. I fondi europei in arrivo, poi, dovrebbero spingere a puntare sulla medicina territoriale, ma sarà così? Noi vogliamo ribadire il nostro “no” alle scelte che non mettono al primo posto l’investimento sul personale del servizio pubblico privilegiando il ricorso al privato». La manifestazione, alla quale hanno aderito oltre 80 associazioni e cooperative, si svolgerà senza bandiere politiche e nel rispetto delle norme anti Covid.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Matteo Carollo

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