Schio

Mini bus senza l’autista. Il sindaco: «Pronti a sperimentare»

Un bus a guida autonoma come quello che potrebbe presto essere sperimentato a Schio (Foto archivio)
Un bus a guida autonoma come quello che potrebbe presto essere sperimentato a Schio (Foto archivio)
Un bus a guida autonoma come quello che potrebbe presto essere sperimentato a Schio (Foto archivio)
Un bus a guida autonoma come quello che potrebbe presto essere sperimentato a Schio (Foto archivio)

Una navetta che collega il campus alla Casa della salute, nell’ex ospedale De Lellis, ma già si pensa di arrivare anche alla stazione dei treni. Nulla di strano se non fosse che si tratta di un bus senza autista, che il Comune di Schio conta di attivare entro il prossimo anno, candidandosi a sperimentare il progetto pilota insieme ad altre due regioni in Italia: Piemonte e Abruzzo. «Saremmo gli unici in Veneto» si lascia scappare il sindaco Valter Orsi, geloso di un’idea che è ancora sulla carta e, soprattutto, in attesa di finanziamenti, ma convinto di poterla spuntare su altri perché «Siamo stati fra i primi a crederci e abbiamo già in mano un progetto esecutivo, con un partner tecnico e uno operativo».

Linea 0. Nei progetti dell’amministrazione si tratterebbe solo di un primo passo nella direzione di un cambio di marcia del servizio di trasporto pubblico comunale. «Negli anni scorsi - spiega Orsi - abbiamo cercato di potenziare le linee verso l’ospedale e verso la zona industriale, ma sempre con il limite di sostenibilità e di dimensioni, dei mezzi da 40/50 posti che viaggiano attualmente. La prospettiva sarebbe quella di utilizzare un maggior numero di bus per coprire le zone di maggior interesse, impostando quindi le linee su determinate utenze». Si parte dai giovani, ma l’intento dell’amministrazione è quello di mettere a punto un servizio green, a beneficio dell’intera popolazione.

 

Costi e coperture. Il Comune di Schio ha stimato una spesa di circa un milione di euro spalmata in cinque anni. «È chiaro che non possiamo permetterci di coprire i costi con fondi comunali - ammette Orsi - per questo stiamo seguendo due strade per ottenere i finanziamenti». La prima è la Regione: «Se a Venezia decidessero di stanziare dei fondi per la sperimentazione - assicura Orsi - noi saremmo pronti per attuare il progetto entro sei mesi». L’altra è la possibilità di partecipare ad un bando specifico che dovrebbe essere emesso nei prossimi giorni. «Noi siamo pronti - ribadisce Orsi - possiamo dire che ci manca solo il finanziamento». Bocca cucita sui possibili partner, ma il sindaco fa sapere di aver già fatto dei viaggi per vedere i mezzi in funzione e di ritenerli «la soluzione ideale per una città come Schio».
 

Come funziona. La particolarità del mezzo è quella di non avere un conducente (bus con queste caratteristiche sono già in uso negli aeroporti). «Trattandosi di sperimentazione - precisa però il sindaco - sarà presente una persona per monitorare il regolare funzionamento». Sono previsti dodici posti e il mezzo si muoverà in questa prima fase in centro città, senza bisogno di un percorso dedicato. La caratteristica è di non avere una parte anteriore e una posteriore per non dover fare manovre che per un bus sono la parte più pericolosa. 

 

Le prospettive. Orsi non ha dubbi: «Si tratta di un servizio di grandi potenzialità. Lo immagino anche come una navetta a chiamata, attraverso un’applicazione sullo smartphone e in prospettiva come un nuovo servizio di trasporto urbano totalmente ecologico». Un progetto che parte da lontano: «L’idea - ammette il sindaco - è nata alcuni anni fa, quando si portò a termine il Faber e si concretizzò il progetto università. Poi il Covid ha rallentato tutto. Ma noi ci siamo e sono convinto che questo possa essere il futuro».

 

Marialuisa Duso