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17.11.2019

Migliaia in corteo a difesa della sanità «È soltanto l’inizio»

Un fiume di persone in marcia per chiedere una sanità pubblica efficiente.  FOTOSERVIZIO DONOVAN CISCATO
Un fiume di persone in marcia per chiedere una sanità pubblica efficiente. FOTOSERVIZIO DONOVAN CISCATO

Un lungo serpentone formato da centinaia di persone per difendere la sanità pubblica nell’Alto Vicentino. È quanto andato in scena ieri a Schio per la manifestazione sul tema che ha visto cittadini di tutte le età in marcia fino all’ospedale di Santorso con bandiere e striscioni. Numerosi i cittadini che hanno scelto di scendere in piazza. Sono circa le 14.30 quando i manifestanti, dopo essersi ritrovati di fronte al PalaRomare, partono in corteo lungo viale dell’Industria; secondo gli organizzatori sono fra i 3 mila e i 5 mila, per la questura sono circa 2 mila. Scortati dagli agenti della questura, dai carabinieri di Schio e dai vigili del consorzio Alto Vicentino, i partecipanti all’iniziativa lanciata dal gruppo consiliare scledense Coalizione civica e organizzata dal Comitato promotore per la difesa della sanità pubblica si avviano verso l’ospedale Alto Vicentino. Secondo i promotori hanno dato la propria adesione oltre cento sigle tra partiti, sindacati, categorie economiche, cooperative e associazioni. Nel corteo sfilano famiglie, bambini, anziani, lavoratori nel settore sociale, consiglieri comunali, sindaci. Non ci sono quelli leghisti, la Lega si è chiamata fuori. In strada c’è una moltitudine variopinta e colorata, che procede con cartelli e striscioni fatti in casa, oltre che con bandiere e le insegne ufficiali. Il traffico viene deviato dalla polizia locale man mano che il serpentone procede su viale dell’Industria verso il nosocomio. La massa si ferma nel parcheggio e la scalinata di accesso all’ospedale si trasforma in un palco per gli interventi. I nodi iniziano così ad essere snocciolati da Orianna Zaltron di Coalizione civica, a nome del comitato promotore: dalla carenza di personale alla fuga dei medici, dai posti letto «insufficiente» alla mancata attivazione degli ospedali di comunità a Schio e Thiene («La buona notizia di Malo è una goccia nel mare») fino alle medicine di gruppo, il cui sviluppo, per i promotori della manifestazione, risulta bloccato. E ancora, vengono evidenziate le difficoltà di servizi come quello della neuropsichiatria infantile, del Serd, la chiusura del Centro di salute mentale. Annunci e proclami vengono accolti da applausi e da slogan scanditi in coro a tutta voce. Tocca poi a don Beppe Gobbo, fondatore della cooperativa Radicà di Calvene, affrontare il tema del sociale nell'Alto Vicentino, a nome di tutte le cooperative. «Noi siamo quelli che oggi affrontano la piazza e ci mettono la faccia per esprimere tutta la preoccupazione di fronte al pericolo che ognuno pensi per sé - sottolinea don Gobbo -. Vogliamo ridare senso a parole come condivisione, solidarietà, il sociale al centro della vita della città». Giulia Miglioranza della Cgil parla quindi in rappresentanza dei lavoratori e dei sindacati, affrontando il tema delle procedure troppo lente per le assunzioni, della mancanza delle risorse per gli Spisal e di personale in ambito amministrativo, precisando di non condividere «la scelta di assumere medici non specializzati e di affidare a privati parte del pronto soccorso». «Questo è solo l'inizio di un percorso – conclude Giancarlo Pederzolli della segreteria Cisl di Vicenza -. Il 4 dicembre costituiremo il Comitato permanente per la salute pubblica nell'Alto Vicentino. Faremo una serie di assemblee pubbliche, poi chiederemo alla Regione di venire qui a trattare su questi temi». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Matteo Carollo
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