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21.07.2020 Tags: Posina , Cristian Dal Lago , malga Pasubio , Bocchetta Campiglia , lupi , strage di pecore

Maltempo e lupi
Per 45 pecore fuga
mortale nel dirupo

Il recupero delle carcasse delle 45 pecore finite nel dirupo
Il recupero delle carcasse delle 45 pecore finite nel dirupo

Il maltempo scatenatosi in montagna e due lupi che si aggiravano attorno al pascolo e che potrebbero avere contribuito in maniera determinante alla strage di pecore. È successo venerdì pomeriggio sul Pasubio, nell’area tra l’arco romano e il rifugio Papa ma nel territorio comunale di Vallarsa, in Trentino. A farne le spese il gestore della malga Pasubio, lo scledense Cristian Dal Lago, che ha visto finire in un dirupo ben 45 ovini.

 

«Quando la nebbia si è diradata mi sono accorto della presenza di due lupi nelle vicinanze del gregge. e le pecore, terrorizzate, sono fuggite una dietro l’altra per finire in un dirupo», è stata la dichiarazione di Dal Lago ai media trentini. Il malgaro ha fatto scattare l’allarme e sul posto sono giunti i carabinieri forestali, squadra del Soccorso alpino e speleo, e vigili del fuoco che con l’elicottero hanno recuperato le carcasse delle pecore, trasportate sino a Bocchetta Campiglia, territorio di Posina, dove da lì sono state caricate sui camion per essere smaltite.

 

Un gregge decimato dunque, al cui tragico epilogo pare aver contribuito il fortunale che si stava abbattendo sulla zona e che potrebbe essere il motivo scatenante della fuga delle pecore. Non sono infatti stati rilevati segni di predazione. È convinto che siano loro i colpevoli l’assessore Massimo Plazzer di Vallarsa: «Piena solidarietà a Dal Lago: capisco lo scoramento di una persona che fa questo lavoro con grande passione e che si è vista decimare il suo gregge. I lupi, lo si sa, sono presenti in zona in maniera sempre più consistenti. Speriamo che si tratti di un episodio isolato e che tutto rimanga lì. Certo è che se dovesse diventare la normalità non si troverebbero più pastori disposti a lavorare in montagna». 

 

Una preoccupazione che, nel versante vicentino, si è però trasformata in incontri e avvisi pubblici sulla convivenza con questi predatori. Che un branco di lupi giri per l’area pasubiana sconfinando fino alle colline scledensi del Tretto, si era saputo. A San Rocco è stato sbranato un asino e la carcassa di un capriolo è stata recuperata alle Aste di Poleo, non lontano dall’ex ospedale De Lellis. In precedenza due capre erano state sbranate a Valli, nelle vicinanze del ponte tibetano e una vitella in Busa Novegno.

Mauro Sartori
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