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16.06.2019

Vetrate distrutte
all'ex ospedale
per caffè negato

Una porta danneggiata (CISCATO)
Una porta danneggiata (CISCATO)

MALO. È un albanese di 22 anni residente in paese l'autore del raid vandalico di due notti fa alla casa di riposo Muzan e al vicino ex ospedale De Marchi, ora Rsa. I carabinieri della stazione hanno chiuso il cerchio delle indagini dopo la visione del sistema di videosorveglianza e il percorso di fuga per le vie del centro, sotto l'obiettivo di altre telecamere. Si tratta di E.S., 22 anni, origini albanesi, disoccupato e conosciuto alle forze dell'ordine sia per reati vari per cui è stato indagato che atti di vandalismo veri e propri, compiuti in un altro centro per anziani, il San Nicola e al cimitero del capoluogo. Al riconoscimento ha contribuito anche la polizia locale dopo che l'assessore Moreno Marsetti e il comandante Nadia Fochesato lo avevano inseguito al Montecio e dalle parti del cimitero, in piena mattinata, sotto lo sguardo sbigottito dei passanti. Il giovane ha commesso un altro errore, rilevato prontamente dai militari: si è introdotto anche in esercizi commerciali provvisti di videosorveglianza, sempre indossando felpa con cappuccio, pantaloncini e scarpe da ginnastica. Sbalorditivo il motivo per cui avrebbe distrutto cinque vetrate dell'ex ospedale e la porta d'ingresso della casa di riposo, per un totale di 15 mila euro di danni. Proprio alla Muzan aveva chiesto il giorno prima un caffè che gli era stato negato: «Questo non è un bar dove puoi entrare e ordinare quello che vuoi». Una risposta che non ha gradito, tornando la notte dopo con propositi bellicosi.

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