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20.04.2019

Una carrozzeria? No, solo un hobby Il pensionato è ok

Controlli  della Polstrada di Schio nelle officine.  STUDIO STELLA
Controlli della Polstrada di Schio nelle officine. STUDIO STELLA

Le voci di paese accreditavano che il pensionato Remigio Addondi svolgesse un lavoro strutturato di carrozziere abusivo in contrà Roenga, verso Molina di Malo. In realtà, si trattava di un’attività perlopiù hobbistica, dunque di tipo occasionale, che sicuramente non era connotata da quella natura imprenditoriale che avrebbero fatto scattare le sanzioni penali e amministrative. Lo stesso Comune, dopo avere firmato il 17 dicembre scorso un’ordinanza che prevedeva l’immediata cessazione dell’attività di auto-carrozzeria e la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti, preso atto delle rassicurazioni del pensionato di 73 anni, è ritornato sui propri passi e il sindaco Paola Lain ha disposto in autotutela la “revoca parziale dell’ordinanza”. Il passaggio più significativo della complessa vicenda, il cui esito è abbastanza clamoroso viste le premesse della scorsa estate quando c’era stato il sopralluogo di polizia stradale, polizia locale e Arpav, è avvenuto pochi giorni fa. Cioè quando il sostituto procuratore Hans Roderich Blattner, accogliendo la richiesta dell’avvocato Renato Bertelle per conto di Remigio Addondi, ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta. «Dalle evidenze probatorie prodotte, oltre che alla luce del provvedimento di autotutela del Comune di Malo - il magistrato scrive nel provvedimento -, sussiste un ragionevole dubbio in ordine alla natura episodica (e quindi lecita) dell’attività di verniciature perpetrate da Addondi; che non sussistono, al contrario, elementi decisivi» relativi all’attività artigianale sospettata. Di conseguenza le accuse di avere trasportato e smaltito rifiuti, e di avere effettuato emissioni in atmosfera sono venute meno. Decisive sono state le indagini difensive svolte dall’avvocato Bertelle, il quale ha dimostrato, con tanto di testimoni e riscontri oggettivi, che il centinaio di barattoli di vernici di vario colore per automobili e le tre pistole a spruzzo in realtà rappresentavano il materiale che Remigio Addondi usava occasionalmente. Perciò in maniera lecita. La stessa Arpav confermava nel rapporto all’autorità giudiziaria, che il locale in cui erano state rinvenute le vernici e il diluente «era destinato allo svolgimento di un’attività, seppure hobbistica - spiega l’avv. Bertelle - e non, invece, alla raccolta di rifiuti come contestato nella prima fase». Di conseguenza non si poteva parlare di rifiuti, anche se in teoria, ma non lo era, si fosse trattato di un’auto carrozzeria strutturata. Se gli accertamenti svolti la scorsa estate dalla polstrada di Schio e dalla polizia locale di Malo potevano all’inizio certamente far ipotizzare che Addondi svolgesse l’attività di carrozziere abusivo, le successive verifiche hanno svuotato di fondamento l’assunto di partenza. Del resto, le indagini servono a questo; a circoscrivere il perimetro della verità, al di là delle chiacchiere di paese che talvolta esagerano la portata dei fatti. L’indagine parallela dell’avvocato Bertelle lo ha dimostrato e il pensionato che rischiava sanzioni per 10 mila euro è stato prosciolto. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Ivano Tolettini
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