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24.03.2019

Si finge detective in municipio ma viene scovato

Un finto detective si è presentato in municipio.  FOTO DONOVAN CISCATO
Un finto detective si è presentato in municipio. FOTO DONOVAN CISCATO

Le cronache anche provinciali sono zeppe di finti carabinieri, poliziotti, vigili, tecnici comunali o del gas, falsi avvocati, persino di eredi al trono. Mancava all’appello il finto investigatore privato, lacuna l’altro ieri colmata a Malo da S.L., 46 anni, originario del paese ma residente a Thiene, che si è presentato all’ufficio dello stato civile di palazzo Zambon chiedendo di visionare il registro dei matrimoni e altri documenti, esibendo tessera e placca dell’agenzia “Worldwide investigation bureau”, la cui esistenza non è stata rintracciata. La funzionaria che se l’è trovato di fronte ha capito che qualcosa non andava. L’uomo era agitato e si comportava in modo che poi i carabinieri hanno definito “maldestro”. E, cosa emersa successivamente, non era la prima volta che si presentava all’ufficio anagrafe con richieste particolari, in un crescendo sempre più sospetto. Pare che cercasse riscontri su un nome. Così è partita l’immediata segnalazione alla stazione dei carabinieri. La caserma dista 50 metri dagli uffici comunali sicché gli uomini in divisa ci hanno messo un attimo ad arrivare in municipio, fermare l’uomo e portarlo in caserma per fare quattro chiacchiere. Intanto è subito risultato che non è provvisto di licenza per svolgere investigazioni e che i documenti esibiti non erano perciò validi in tal senso. E poi, spulciando la sua fedina penale, che aveva precedenti per truffa, indagini peraltro svolte da un comando diverso da quello scledense. Così è scattata la denuncia a piede libero per esercizio arbitrario della professione ma l’indagine è tutt’altro che conclusa. I militari vogliono dare risposte ai quesiti rimasti in sospeso: perché voleva visionare i registri? Perché chiedeva informazioni su persone specifiche e a cosa gli servivano questi dati? Il timore è che stesse realmente investigando su qualcosa, o meglio su qualcuno, magari per motivi personali. In questo caso tutte le ipotesi rimangono aperte. E la sua posizione potrebbe aggravarsi. Nel frattempo il distintivo con tanto di tessera, in stile Fbi, che secondo lui doveva aprirgli qualsiasi porta, è stato sequestrato. Pare che nella sede municipale, dopo l’iniziale sorpresa e i conseguenti timori sulle sue reali intenzioni, l’abbiano comunque presa con un sorriso. In fin dei conti solo ieri sera, quindi dopo la vicenda, il Ciaci, simbolo del Carnevale, ha restituito le chiavi della città al sindaco Paola Lain, a chiusura del suo mandato di “governo”. Quindi, tecnicamente, a Malo si era ancora in periodo carnevalesco quando anche i finti detective possono avere il loro spazio. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mauro Sartori
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