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22.10.2019

Polveri al cantiere «Qui aria scadente come in una città»

Foto di fumi dal cantiere della Pedemontana a Vallugana
Foto di fumi dal cantiere della Pedemontana a Vallugana

«Affermare che il cantiere non produce effetti perché presenta valori di concentrazione delle polveri in linea con quelli della provincia, significa paragonare una zona in piena area verde con i dati rilevati nelle città». È la replica del comitato Vallugana di Malo alla Regione dopo le dichiarazioni legate ai malesseri di sei residenti nell'area del cantiere della Superstrada pedemontana veneta, che hanno dovuto rivolgersi all'ospedale con bruciore alla gola e agli occhi, tosse, difficoltà respiratorie. «Vallugana risultava essere un'area incontaminata, prima dei lavori», sottolineano i residenti, secondo i quali il fatto che i valori di pm10 nell'area, misurati dall'Arpav, siano pari quelli del resto della provincia non rappresenta un segnale positivo: Vicenza, in una classifica di Legambiente redatta su dati Arpav, è risultata essere la decima città più inquinata d'Italia. Lo scorso 14 ottobre alcuni abitanti nella zona avevano dovuto rivolgersi al pronto soccorso di Santorso. «Dagli esami effettuati sono stati accertati valori alterati inerenti lo scambio gassoso, quindi anche legati all'ossigeno», prosegue il comitato. Gli attivisti spiegano poi come, in base ai dati in loro possesso, i valori di polveri sottili nell'aria, il giorno dei malesseri, fosse pari, in media, a 61 microgrammi per metro cubo, valore che secondo l'Arpav indica una qualità dell'aria “scadente”. Il comitato, che ha installato in zona, di propria iniziativa, in collaborazione con l'Università di Stoccarda, alcune centraline per la misurazione delle pm10, spiega di aver accertato dei picchi nei valori la stessa giornata. Gli attivisti, che spiegano di essere in possesso di video e foto che testimoniano la propagazione di polveri da diversi mesi e anni, criticano anche le tempistiche dei controlli. «È vero che il 19 settembre è stata installata una centralina Arpav per la rilevazione delle polveri, ma va ricordato che siamo al terzo anno di lavori – precisano gli attivisti -. Inoltre, se non ci fosse stato il prosieguo dei lavori in località Vallugana dopo la variante e dopo il dissequestro del cantiere del luglio scorso, i lavori si sarebbero conclusi senza nessun dato a disposizione, oltre a quello fornito dal concessionario». I residenti puntano il dito anche contro gli idranti installati per abbattere le polveri. «È vero che negli ultimi giorni, a seguito degli eventi del 14 ottobre, i residenti hanno notato e registrato maggiori attività atte a bagnare le polveri ed evitare la loro propagazione – spiegano il comitato -. Da un lato questo significa che la produzione e la propagazione delle polveri è un problema reale. Dall'altro, però, come dimostrano le numerose testimonianze video e foto dei residenti, se tali strumentazioni venissero effettivamente utilizzate quotidianamente, le nuvole di polveri provenienti dal cantiere e visibili anche in lontananza non sarebbero presenti». I residenti spiegano di aver filmato, anche il 17 ottobre, attività di movimentazione delle polveri senza irrigatori azionati. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Matteo Carollo
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