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04.09.2019

«Le marce sotto il sole non mi spaventano»

Il gruppo “rosa” in divisa alla caserma Monte GrappaSebastiano e Rachele Dalla Vecchia, fratelli in divisa
Il gruppo “rosa” in divisa alla caserma Monte GrappaSebastiano e Rachele Dalla Vecchia, fratelli in divisa

Rachele Dalla Vecchia rimette la divisa e affronta nuovamente gli otto giorni in caserma, assieme ad altri 27 giovani tra i 18 e i 25 anni. Un paio d’anni fa scrivemmo che la giovane sanvitese, allora liceale dello Zanella a Schio, karateka, per il suo diciottesimo compleanno si fece regalare dai genitori un corso al poligono di tiro e una settimana di “naja”. Ora, diventata universitaria e preso confidenza con le armi, per l’estate si è fatta di nuovo gli otto giorni alla “monte Grappa” di Bassano, assieme al fratello Sebastiano. Ecco il suo racconto dell’esperienza bis. «Continuo a guardare l’orologio e mi chiedo cosa starei facendo se fossi ancora alla caserma Monte Grappa di Bassano, alla “8 giorni con gli alpini in attività di protezione civile”. Probabilmente ora starei sudando nella pesante divisa coni gradi appuntati al petto, controllando che la mia squadra sia al completo per evitare una punizione. Insieme ai miei 27 compagni sarei nella piazza d’armi, ad ascoltare il nostro responsabile, Fabrizio Busnardo, coordinatore della Protezione civile per la sezione Ana di Bassano, esporci le attività e gli impegni della giornata, annunciarci la squadra di corvée e i puniti del giorno prima. Poi, l’alzabandiera e l’inno nazionale italiano, che tutti con orgoglio abbiamo cantato dal primo all’ultimo giorno». Espletate le formalità solenni mattutine, ecco come si sviluppa la giornata di Rachele: «La doverosa lezione sulla protezione civile e sulla storia della sezione Ana di Bassano; la sessione di taglio e cucito per permettere a tutti di avere sulla maglia della divisa il proprio cognome; la mattinata sul Brenta a cimentarci con il rafting; le ore passate con la radio in mano per imparare come comunicare con i soccorsi; tutte le manovre da attuare per una respirazione cardiopolmonare o applicare un defibrillatore; le esercitazioni di spegnimento di un incendio con i vigili del fuoco. Non basterebbe un’ora per raccontare tutte le attività svolte nella settimana dai ragazzi. E poi le lunghe marce nella piazza d’armi, con il sole o con la pioggia, al ritmo del tamburo e dei. È stata la fanfara a dare via ad uno dei momenti più emozionanti di tutta la settimana. Dopo aver marciato sulla piazza d’armi, il direttore della fanfara ha chiesto a tutti gli allievi di disporsi in cerchio attorno al monumento della caserma, con la bandiera ammainata, e ha intonato il silenzio fuori ordinanza, a cui ha fatto seguito l’esclamazione “Finita!” da parte di tutti i ragazzi, come si usava tanti anni fa». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

M.SAR.
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