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07.04.2019

Lavori Spv, acqua potabile da un tubo a cielo aperto

Il tubo dell’acqua potabile galleggia nella roggia. FOTOSERVIZIO ZILLIKENIl tubo blu nel punto di collegamento tra località Covolo e San Tomio
Il tubo dell’acqua potabile galleggia nella roggia. FOTOSERVIZIO ZILLIKENIl tubo blu nel punto di collegamento tra località Covolo e San Tomio

Un tubo di plastica blu lungo qualche centinaio di metri. Un collegamento che persiste a dispetto delle stagioni sotto il sole, la pioggia e la neve. A volte è sommerso dall’acqua piovana, altre è a rischio rottura e infiltrazioni, correndo a lato della stretta carreggiata. La sua funzione? Portare l’acqua potabile in via Covolo, in località Vallugana, a Malo. Da tre anni. IL TUBO. La storia di questo tubo che trasporta un bene essenziale verso la località balzata al centro delle cronache a causa della “galleria di soccorso” della Pedemontana, è l’emblema della “provvisorietà” in cui vivono i residenti che, da anni, combattono una battaglia contro i disagi connessi alla costruzione della Superstrada Pedemontana Veneta. La cosa che fa più arrabbiare chi vive lì è che, essendo «colpa di tutti, non è colpa di nessuno». Secondo quanto riportano i residenti di via Covolo, in prima battuta «esisteva un accordo tra Comune e Avs, Alto Vicentino servizi, per sistemare la situazione. Poi, con la fusione tra Avs e Vi Acqua, la palla è passata alla nuova società che si era presa l'impegno ma, a quel punto, è arrivata Sis a dire “Non vi preoccupate, tanto dobbiamo rompere le strade: ce ne occupiamo noi”. Chiaramente, la proposta, anche sensata, è stata colta al volo, solo che la situazione è rimasta irrisolta». IL TUNNEL. Ma se il tubo è un simbolo della precarietà, stabile resta invece la “battaglia” sull’uso della galleria di soccorso per sveltire i lavori al tunnel “Malo”, quello principale. Dopo la variante approvata dal Ministero al progetto, infatti, gli scavi vengono portati avanti proprio utilizzando il traforo del Covolo per bypassare il sequestro dell’altro tunnel, interdetto dopo la morte dell’operaio Sebastiano La Ganga da un lato e dopo il crollo di un versante dall’altro. Qualche giorno fa, il Comune con l’assessore Roberto Danieli ed una rappresentanza dei cittadini ha eseguito un sopralluogo nella galleria con un delegato di Sis. Dopo l’incontro è stato redatto un verbale. Il dibattito è stato quasi del tutto imperniato sulle richieste dei cittadini che hanno denunciato il ricorso ad esplosioni notturne, nonostante un espresso divieto. Da quanto si legge sul verbale, lo stesso delegato Sis, Luigi Cordaro, ha chiesto a Danieli il permesso per le esplosioni notturne sentendosi rispondere un secco «No». Qualche giorno dopo, durante un altro incontro, presenti i residenti, Sis ha invece presentato dati di rilevazioni sonore sulla base dei quali il municipio non ha più gli strumenti per opporsi alla richiesta di effettuare esplosioni notturne. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Karl Zilliken
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