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29.03.2019

L’ospedale di comunità va a Santorso

L’ingresso dell’ex ospedale De Marchi di MaloL’ospedale Alto vicentino di Santorso.  STUDIO STELLA
L’ingresso dell’ex ospedale De Marchi di MaloL’ospedale Alto vicentino di Santorso. STUDIO STELLA

L’ospedale di comunità non si fa più a Malo ma a Santorso, dove un ospedale c’è già e dovrebbe essere per acuti. Lo dicono le schede regionali e il passaggio è forse passato sotto traccia dopo la pubblicazione avvenuta il 13 marzo scorso. Nell’Ulss 7 Pedemontana i posti letto in totale sono 69 e vengono così distribuiti: 20 all’ex ospedale di Marostica, 24 a Bassano e 15 a Santorso, infine 10 ad Asiago. Di Malo, dov’erano stati promessi all’Ipab “Muzan”, nessuna traccia. Come peraltro di Schio e Thiene, dove gli ex ospedali sono sempre più cattedrali nel deserto con ampi spazi vuoti ma che erano già stati esclusi da possibili scelte veneziane. IN AULA. La questione è stata sollevata l’altra sera in consiglio comunale da Elisa Gonzo, capogruppo di “ProgettiAmo Malo”, civica di minoranza, che aveva interrogato il sindaco Paola Lain sulla faccenda relativa alla convenzione con l’Ulss per la riabilitazione, sospesa a fine anno e riattivata solo nel mese in corso e fino alla fine del 2019, non per un triennio com’era stato sinora. Una soluzione trovata dopo vari incontri e richieste. Ma Gonzo non si è fermata lì, ha tirato fuori i dati riportati dalle schede, lanciando anche un’altra bomba: «Mi risulta che a maggio scada la convenzione in essere, sempre con la nostra casa di riposo, per 28 posti temporanei di Rsa e che, non essendo per ora annunciata alcuna intenzione di rinnovo da parte dell’azienda sanitaria, alla “Muzan” non accettino nuovi pazienti». LA RISPOSTA. Il sindaco Paola Lain, rammentando che l’ente “Muzan” è autonomo e indipendente e che non può l’amministratore locale incidere sui rapporti contrattuali con l’azienda sanitaria, ha ricordato tutti i passaggi in cui è intervenuta per assicurare il rinnovo della convenzione. Lain ha evidenziato come siano previsti 22 posti letto di Unità riabilitativa territoriale, gli unici affidati a strutture private nell’ambito dell’Ulss 7. Ribadendo l’importanza per Malo dei 15 posti letto garantiti dall’ospedale di comunità che però, schede ospedaliere alla mano, sono tornati a Santorso, dov’erano ubicati prima che venissero promessi all’ex De Marchi, dove inizialmente ne erano previsti addirittura 20. UN ERRORE. Nell’ambiente maladense trapela la speranza che si tratti di un mero errore di riporto e che le schede, una volta passate al vaglio della Regione, vengano modificate, ristabilendo le scelte originali. Esiste poi il nodo dei 28 posti in Rsa. Vi sono stati dei contatti verbali fra Ulss e Ipab dove si sono ipotizzate varie soluzioni, compresa quella della trasformazione in posti letto definitivi e non temporanei. Ma di certo non c’è nulla, salvo che a maggio la convenzione scade. E questo non aiuta la direzione della “Muzan” che deve fare una programmazione sulla base delle disponibilità. IL COMMENTO. «Siamo preoccupati per il potenziale progressivo impoverimento della struttura maladense - afferma Elisa Gonzo. - Il sindaco deve battersi per il mantenimento delle diverse unità di offerta, quale responsabile della programmazione territoriale in sede di conferenza dei sindaci Ulss, a prescindere dall’autonomia gestionale dell’ente. Ci auguriamo che i 15 posti letto spariti siano frutto di un errore e che tutto si ricomponga quanto prima. Ma il primo cittadino deve monitorare costantemente la situazione». Ora la palla passa alla politica e a Malo sono pronti ad attivare un contatto con i referenti regionali per trovare una soluzione in tempi rapidi, confidando che la giunta regionale rimedi a quanto riportato dalle schede rese pubbliche. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mauro Sartori
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