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09.08.2019

Ingegnere 35enne stroncato dal male Lascia due bimbi

L’ingegnere Francesco Saugo, deceduto a 35 anni
L’ingegnere Francesco Saugo, deceduto a 35 anni

Un ragazzo d’oro, impegnato per aiutare gli altri, sempre al fianco degli ultimi e dei più bisognosi. È ricordato così, Francesco Saugo, l’ingegnere di 35 anni che nei giorni scorsi ha perso la propria battaglia contro un male incurabile. In queste ore in molti, in paese e nella frazione di Molina, dove Francesco viveva con la famiglia, si stanno stringendo attorno alla moglie Alessia, ai due figli di 6 e 4 anni, e a tutti i parenti, in un grande abbraccio collettivo per dare conforto di fronte al grave lutto. A piangere il giovane ingegnere, che viveva in via Colleoni, è tutta la comunità del paese e della frazione; molti compaesani e amici nelle scorse settimane si sono più volte riuniti in veglie di preghiera per Francesco. L’ingegnere era infatti molto conosciuto e stimato, essendo attivo nel mondo del volontariato e in parrocchia. «È un duro colpo per la comunità di Molina, Francesco era molto conosciuto - spiega l’assessore alla sicurezza e allo sport Moreno Marsetti -. Era una persona dal cuore grande, ha sempre dato tanto per il paese e per i poveri». La malattia aveva fatto la propria comparsa circa quattro anni fa. Da allora, Francesco si era sottoposto a cure ed interventi; l’ultima operazione, nel luglio scorso all’ospedale di Vicenza, avrebbe dovuto essere risolutiva. In seguito, però, le sue condizioni sono peggiorate; dopo il ricovero al nosocomio di Santorso, il giovane ingegnere è infine spirato. «Francesco era un ragazzo d’oro – è il ricordo dello zio Gianfranco Marsetti -. Era un simbolo anche per me: mi ha dato e mi sta ancora dando tanto. Un genitore modello per i suoi bambini. Era attivo su molti fronti, non si tirava indietro di fronte a nulla, purché ci fosse qualcosa da fare per gli altri. Non gli mancava niente, era preparato per il Paradiso». Francesco era animato da una grande fede: assieme alla moglie Alessia, che lo ha assistito fino alla fine, per il suo viaggio di nozze era volato in Brasile: i due avevano affrontato un’esperienza nella missione del Centro dei sogni positivi, a Campo Grande. E proprio alla struttura brasiliana saranno devolute le offerte raccolte all’esterno della chiesa in occasione del funerale, previsto per oggi alle 15 a Molina. «Francesco aveva una spiritualità missionaria, francescana – racconta Alessandro Savio, diacono dell’unità pastorale di Malo -. Aveva una visione ampia, una spiritualità aperta al mondo. Era orientato al rispetto della vita in tutte le sue forme». Una spiritualità contagiosa, che nelle ultime settimane aveva coinvolto tanti amici e conoscenti, portandoli a partecipare numerosi agli incontri di preghiera organizzati per Francesco nei giorni della malattia. L’ingegnere era appassionato anche di sport: qualche anno fa aveva militato nelle file del Basket Malo. Ieri in molti si sono ritrovati per la veglia di preghiera organizzata in memoria di Francesco; un’occasione in più per ricordare un giovane dal cuore grande, prima dell’estremo saluto. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Matteo Carollo
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