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13.07.2019

Allarme polveri sottili «La colpa è delle stufe»

La centralina dell’Arpav. ARCHIVIO
La centralina dell’Arpav. ARCHIVIO

Stufe a legna nel mirino, a Malo, dopo la pubblicazione dei risultati del monitoraggio della qualità dell’aria eseguito dall’Arpav. I dati, misurati tra il maggio 2018 e il gennaio scorso, dimostrano criticità sul fronte delle polveri sottili, con valori che in estate hanno superato quelli di Schio e Vicenza e durante l’inverno sono comunque più alti rispetto a quelli della città laniera. Preoccupanti anche le concentrazioni di benzo(a)pirene, un idrocarburo aromatico dagli effetti cancerogeni, anche questo misurato in paese con valori maggiori rispetto alle due città. Secondo l’Arpav, la causa principale sarebbe legata alle emissioni delle stufe a legna o a pellet, la cui combustione, poco efficiente, provoca la liberazione di polveri nell’atmosfera. «Bisognerebbe che i cittadini prendessero maggior coscienza del problema – ha sottolineato Ugo Pretto, responsabile del Servizio monitoraggio e valutazioni dell’Arpav di Vicenza -. Siamo stati incentivati all’uso delle biomasse per contrastare l’utilizzo dei gas fossili; l'aspetto controproducente, però, è dato dal fatto che la combustione di masse legnose è poco efficiente e ciò che non viene bruciato viene rilasciato nell’atmosfera sotto forma di polvere». Del problema è a conoscenza il Comune di Malo, che già nell’inverno scorso ha preso provvedimenti al riguardo. «Molti pensano che la causa sia il traffico, in realtà questi dati dimostrano come siano più inquinanti le stufe a legna – sottolinea il sindaco Paola Lain -. Io sono in contatto costante con Arpav, anche se un singolo Comune non può risolvere il problema. Abbiamo proposto un bando con un contributo per l’acquisto di stufe di nuova generazione, con filtri più potenti, così come abbiamo applicato le disposizioni della Provincia, tra cui quella di evitare di bruciare le ramaglie all’aperto». Il Comune si incontrerà a breve con Arpav per affrontare la questione. «Tenderemo a preservare le aree verdi, in quanto anche le piante fanno la loro parte», assicura il sindaco. «Abbiamo partecipato in questo mese ad un bando nazionale con i partners: Muse Trento, parco natura di Pastrengo Mussolengo, Word Biodiversity association - ricorda -, per precorrere i tempi sulla bio diversità riqualificando un’area strategica a ridosso del centro. Inoltre molte zone edificabili sono state convertite in aree verdi, con una riduzione dell’Imu. Nonostante questo, la spesa del Comune per la manutenzione del verde è passata da 205 a 260 mila euro, per far comprendere la nostra attenzione al tema». Situazione di tutt’altra natura a Santorso, dove è iniziata da poco la seconda fase del monitoraggio ma, come precisa il sindaco, si tratta solo di attività preventiva: i dati rilevati in inverno non presentano criticità. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

MA.CA.
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