La prova del GdV

Malo-Vicenza, calvario in auto. Prendere il treno è un rebus

Pendolari Chi percorre ogni giorno la provinciale 46 deve armarsi di pazienza. Negli orari di punta si viaggia praticamente a passo d'uomo (FOTO CISCATO)
Pendolari Chi percorre ogni giorno la provinciale 46 deve armarsi di pazienza. Negli orari di punta si viaggia praticamente a passo d'uomo (FOTO CISCATO)
Malo-Vicenza, la prova su strada (CAROLLO)

Un'ora di viaggio e un treno perso. È questo il bilancio del tragitto Malo-Vicenza in una mattina di pioggia, all'ora di punta. E non va meglio quando c'è il sole ma arriva un imprevisto, come un incidente stradale che manda in tilt il traffico. Abbiamo voluto fare due prove su strada, per sperimentare quanto patito ogni mattina dagli automobilisti che si trovano a percorrere la Provinciale 46 dall'Alto Vicentino in direzione del capoluogo.

La pioggia e il treno La prima prova è stata effettuata martedì mattina, quando la pioggia aveva già iniziato a scendere alle prime luci dell'alba. Dobbiamo prendere un treno per Milano che parte alle 8.35 dalla stazione di Vicenza. Decidiamo quindi di partire con largo anticipo, alle 7.30, per percorrere i 18 chilometri che separano Malo dalla città del Palladio. La giornata non promette nulla di buono: è noto come la pioggia, solitamente, influenzi negativamente un traffico già di per sé congestionato. E infatti la conferma arriva quasi subito: alle 8 siamo ancora a San Tomio, quindi non ancora usciti dal territorio comunale maladense. In mezz'ora abbiamo percorso appena una manciata di chilometri. Le auto procedono a passo d'uomo, sulla carreggiata si snoda un'unica, lunga colonna di veicoli che sembra non sciogliersi mai. Si arriva ad uno dei punti più critici non solo della provinciale Pasubio, ma di tutta la viabilità vicentina, cioè la frazione di Motta di Costabissara, imbuto nel quale la circolazione va in affanno in quasi tutti gli orari della giornata, figuriamoci all'ora di punta. Alle 8.20 siamo proprio ancora a Motta, e sappiamo di dover ancora affrontare il nodo dell'Albera e tutto il traffico cittadino verso la stazione ferroviaria. L'epilogo si può ben immaginare: non riusciamo ad arrivare in tempo per prendere il treno per Milano. Dovremo attendere quello successivo, alle 9.05.Il sole e l'incidente

Nuovo test Seconda prova, orario diverso e tempo atmosferico decisamente migliore. Nella giornata di ieri ritentiamo la sorte, partendo circa alle 8.20 sempre in direzione della città del Palladio. Ancora non sappiamo che un imprevisto condizionerà la nostra verifica: una variabile che rappresenta un inconveniente al quale vanno incontro spesso i pendolari, e che per questo va considerata anche nell'ambito della nostra prova. L'assenza di precipitazioni non ci permette di evitare i primi rallentamenti, sempre a Malo, ancora prima di immettersi sulla Provinciale. Dalla rotonda sulla quale si innesta, oltre alla Pasubio, anche la provinciale di Molina, parte una colonna lunga fino al semaforo all'incrocio con via San Giovanni. Procedendo sempre lentamente, riusciamo a superare questo primo scoglio e, d'improvviso, la strada si apre: la circolazione, a partire da questo punto, risulta abbastanza scorrevole, anche lungo il centro di Isola e oltre, fino ad arrivare ancora una volta al Botteghino e a Motta. Anche in questo caso le auto rallentano, prima per riuscire ad immettersi nella rotonda, visto l'elevato numero di veicoli che arrivano dalla provinciale 349 che scende da Thiene, poi per superare il centro della frazione. Successivamente, però, quando ci aspettiamo di poter procedere fino a Vicenza senza intoppi, le auto iniziano a rallentare, poi si fermano. Quindi ripartiamo, percorriamo qualche metro, poi ci fermiamo ancora. Poco più avanti, all'altezza dell'intersezione con strada di Costabissara, il motivo appare chiaro: si è verificato un incidente. Sul posto un'ambulanza del Suem e gli agenti della polizia locale. Fino a Vicenza, la strada poi è scorrevole: arriviamo alla rotonda dell'Albera alle 9. Decidiamo di tornare verso nord per completare la nostra prova, ma il ritorno è un incubo. A causa dell'incidente, il traffico è regolato a senso unico alternato, la colonna di veicoli sembra interminabile. Una donna che procede in direzione contraria abbassa il finestrino e con un impeto di solidarietà tra automobilisti ci avverte, sconsolata: «È tutto bloccato». Per percorrere il tratto dall'Albera a Motta impieghiamo 35 minuti; arriviamo a Malo alle 9.50.

Matteo Carollo