«Le mie ceneri sparse sui monti»

Il liceo scientifico Tron frequentato dallo studente di IsolaI ricordi dell’amico scomparso all’ingresso della scuola. [FOTOGRAFO]E.CU.
Il liceo scientifico Tron frequentato dallo studente di IsolaI ricordi dell’amico scomparso all’ingresso della scuola. [FOTOGRAFO]E.CU.

Voleva essere cremato e che le sue ceneri fossero disperse sul passo di Campogrosso, a quota 1.400 metri sulle Piccole Dolomiti vicentine. Era questo il desiderio del ragazzino di 16 anni che si è tolto la vita a casa sua il giorno dell’Epifania. Della cosa si è saputo solo ieri, quando i rappresentanti di un’associazione per la tutela delle volontà funebri hanno reso nota la richiesta sottoscritta già qualche tempo fa dall’adolescente, esigendo il rispetto della sua scelta.

Il fatto che si tratta di un minorenne rende l’atto non vincolante dal punto di vista legale. L’ultima parola spetta dunque ai genitori. Intanto oggi alle 14.30 quanti gli volevano bene si troveranno alla chiesa parrocchiale di Castelnovo per dargli l’estremo commosso saluto. Questo avverrà attraverso una liturgia della parola “laica”, dato che il giovane non aveva manifestato la fede in una religione particolare. Ieri mattina alla riapertura delle scuole gli amici del liceo scientifico Tron hanno voluto tributargli un ricordo posizionando un cartellone all’ingresso dell’istituto. Un tabellone pieno di foto che lo ritraggono nei suoi momenti felici e spensierati in cui hanno scritto questa frase: “Vola libero e felice in un tempo senza fine, nel per sempre. Noi ci rincontreremo, quando ci piacerà, nel bel mezzo dell’unica festa che non può mai finire”.

La perdita del loro amico, che non ha lasciato biglietti o messaggi che possano in qualche modo dare un senso al suo gesto estremo resta un fatto incomprensibile per loro, come per tutta la comunità. Ed è proprio a nome di tutti i cittadini che il sindaco di Isola Vicentina Francesco Gonzo ha incontrato la famiglia del giovane - «in punta di piedi» come ha sottolineato egli stesso - per manifestare loro il cordoglio e la vicinanza.

Una visita breve, ma molto sentita dato il grande sconvolgimento che questo fatto luttuoso ha creato in paese. «In momenti come questo - sono le sue uniche parole - Ci sono tante domande e nessuna risposta. Quindi l’unica cosa che possiamo fare è rimanere in silenzio». Ora resterà in tutti quelli che l’hanno conosciuto il ricordo di un ragazzo libero, anticonformista, appassionato di lettura e di vita all’aria aperta. Tanto da indicare proprio uno dei luoghi più belli delle “sue” montagne come ultima meta delle sue spoglie mortali.

Di intelligenza vivace, rispettoso e gentile, era un giovane che aveva davanti una vita piena di sfide e di opportunità. Un ragazzo che però è finito in un vortice da cui non è riuscito a emergere, rimanendo schiacciato, a soli 16 anni, dal peso di un’esistenza che egli alla fine ha rifiutato. Alla famiglia, la comunità, agli amici e agli insegnanti non resta che ricordarlo nell’ultimo vibrante saluto.

Elia Cucovaz
# Sposta il focus sul parent