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06.07.2019

La fibra ottica lancia il traforo nel futuro

Il casello d’ingresso e uscita del traforo.  FOTO DONOVAN CISCATOControlli all’interno del tunnel Schio - Valdagno
Il casello d’ingresso e uscita del traforo. FOTO DONOVAN CISCATOControlli all’interno del tunnel Schio - Valdagno

Tunnel Schio-Valdagno, da lunedì si chiude. Niente panico, però, il provvedimento vale sì per 4 giorni ma dalle 21.30 di notte alle 5.30 del mattino seguente. Dunque la struttura sarà regolarmente transitabile dall’alba a tenebre calate. Questo per permettere agli operai della ditta Siei di Quinto Vicentino di poter procedere con il rifacimento del sistema di automazione e supervisione, ovvero con la posa in opera di una nuova rete di trasmissione dati in fibra ottica all’interno della galleria, che consentirà di far dialogare i vari punti di controllo degli impianti con il nuovo sistema di automazione allestito nella sala controllo e denominato, forse in modo un po’ infelice, “Scada”. I lavori, che si concluderanno entro la fine di agosto per un costo stimato di 580 mila euro, sono solo la punta dell’iceberg che Vi.Abilità Spa affronterà di qui a fine anno. Il fatto è che vent’anni, tanti quanti ne ha compiuti il tunnel, rischiano già di essere troppi quando si parla di infrastrutture pubbliche e che tra normative aggiornate e nuove sensibilità, la vetustà sia davvero dietro l’angolo. Di qui, un programma di interventi che la scledense Magda Dellai, nuovo presidente del consiglio di amministrazione della partecipata provinciale, ha ricordato in conferenza stampa. Non prima di una premessa doverosa: «L’intera infrastruttura Schio-Valdagno è caratterizzata da una galleria principale ad una sola canna a doppio senso di marcia, di lunghezza pari a 4.690 metri, da due gallerie secondarie (Valle Miara e Castellon) e da una serie di svincoli e bretelle ri raccordo che portano lo sviluppo complessivo della rete stradale di pertinenza a circa 11 chilometri. Ricordo altresì che ogni anni è percorso da 2 milioni di veicoli, il 90% automobili”. Tra i progetti in corso c’è innanzitutto il piano per la gestione delle emergenze, perché è vero che nel ventennio gli incidenti sono stati rari, ma la sicurezza deve essere il principale carburante del nostro agire. Dopo l’estate verranno organizzati incontri con le forze di polizia, i Comuni e i servizi di pronto intervento per la definizione della fase operativa. Allo studio anche la fattibilità di un sistema di rilevamento velocità tipo Tutor (150 mila euro) e soprattutto il rifacimento dell’impianto di illuminazione della galleria principale e Valle Miara». Attualmente sono installati, rispettivamente, 774 e 474 apparecchi con lampade Sap, sodio ad alta pressione. Saranno tutte sostituite dai Led che consentono di conseguire significativi risparmi sia per i consumi elettrici (con economi che vanno oltre il 30%) che per i costi di manutenzione. Le lampade a Led durano 60 mila ore a fronte delle 12 mila delle Sap e se pensate che un anno di illuminazione è di 8.760 ore e che per sostituire le lampade ci vogliono interventi complessi, si capisce bene quanto sarà importante questo asmmodernamento. Dal costo di 1 milione e 200 mila euro. Anche le piste di esazione del casello saranno rifatte e adeguate al Servizio Europeo di Telepedaggio, ma anche qui, niente paura: si pagherà sempre due euro. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

MA.CA.
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