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25.04.2019

L’assalto in villa Cestaro Bottino di 200 mila euro

L’ingresso di villa Cestaro in via Rive MagréPosti di blocco anti-criminalità dei carabinieri di Schio.  STUDIO STELLA
L’ingresso di villa Cestaro in via Rive MagréPosti di blocco anti-criminalità dei carabinieri di Schio. STUDIO STELLA

Un bottino complessivo di 200 mila euro fra ori, contanti e altri oggetti di pregio trafugati dalla banda di malviventi nella villa di via Rive Magré dell’imprenditore Marcello Cestaro, comproprietario del gruppo Unicomm e patron del Famila basket, la più importante e blasonata società di pallacanestro femminile italiana. I banditi hanno agito di sabato sera, approfittando dell’assenza di Marcello e dei suoi familiari, a colpo sicuro. Una gang organizzata, priva di scrupoli e attrezzata, anche sotto l’aspetto tecnologico, forse la stessa che la notte di Pasqua ha saccheggiatolo storico villino Saccardo al Maso Ciscato di proprietà De Marchi-Fantelli-Zanella. E che ora sta seminando il panico fra gli scledensi. I carabinieri della Compagnia di Schio, comandata dal cap. Jacopo Mattone, stanno proseguendo con le indagini, attorno alle quali c’è il massimo riserbo ma dalla caserma di via Maraschin trapela che sarebbero stati rilevati alcuni elementi utili a seguire una pista ben definita. IL PRECEDENTE. Nell’estate di otto anni fa il fratello Mario, socio in affari, residente in centro storico, fu vittima di una rapina notturna. Tre malviventi penetrarono nella sua villa tramite una finestra socchiusa e gli intimarono di aprire la cassaforte . Le urla della sorella li misero in fuga e il bottino fu di 2 mila euro, tra gioielli e contante. È andata decisamente peggio a Marcello e famiglia. Intanto in città non si parla d’altro. Le razzie pasquali dei malviventi fanno discutere. L’AMAREZZA DEL SINDACO. Il sindaco Valter Orsi esprime la sua preoccupazione ed amarezza e invita tutti, a partire dalle forze dell'ordine, a tenere alta la guardia per garantire la sicurezza dei cittadini. «Le indagini in corso sui fatti avvenuti, puntano ad attribuire la responsabilità dei furti a una banda organizzata che dopo aver imperversato nell'intera provincia di Vicenza, ultimamente si è concentrata su Schio - afferma Orsi. - Pertanto chiedo la massima solerzia e accuratezza per individuare finalmente gli autori di questi reati. Confido che il sistema di rete di videosorveglianza possa apportare contributi significativi in questo senso». Orsi ribadisce l’importanza di un commissariato di polizia di Stato in città: «Le attività da mettere in campo ai fini della prevenzione devono poter essere svolte dalla polizia Locale, che al momento si vede invece costretta a presidiare altre emergenze e in ogni caso non è in grado di garantire un puntuale servizio notturno». L'amarezza del primo cittadino, preoccupato di offrire le dovute garanzie in termini di tutela delle persone e dei loro beni, è supportata dalla convinzione che «i responsabili dei reati siano già stati identificati in passato e nonostante ciò siano ancora a piede libero anziché assicurati alla giustizia e in condizioni di non nuocere. Non va vanificato il tanto lavoro che quotidianamente l'Arma dei carabinieri e la polizia locale spendono a tutela di tutti». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mauro Sartori
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