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16.03.2019

Il sindaco ci riprova «Giovani e colline nel mio progetto»

Il sindaco Francesco E. Gonzo stringe la mano ad un cittadino.  K.Z.
Il sindaco Francesco E. Gonzo stringe la mano ad un cittadino. K.Z.

«Sono pronto per il secondo tempo». Francesco Enrico Gonzo si ricandida. Vuole il secondo mandato da sindaco di Isola: «Cinque anni fa avevo 32 anni ed una fidanzata diversa, qualche capello in più e qualche chilo in meno – scherza, per poi tornare serissimo-. Fare il sindaco è una scelta di vita ed ho deciso di impegnarmi ancora per lasciare una città che guardi oltre, perché dalle scelte che abbiamo fatto e che faremo, con una prospettiva minima di 15 anni, non sia più possibile tornare indietro». Una volontà di mirare al futuro che si legge anche nel nome del gruppo civico che circonderà Gonzo: alle ultime elezioni erano “Duemila14”, mentre alle urne i cittadini si troveranno davanti “Duemila24”. E se l'impulso è quello di guardare avanti, se il sindaco si volta dietro di sé vede solo successi: «Abbiamo realizzato l'85% di quello che avevamo promesso; il resto non abbiamo potuto farlo per impedimenti che non sono dipesi da noi. Mi spiego: non è stato possibile creare una cooperativa per dare lavoro agli isolani in difficoltà ma grazie all'adesione a progetti sovracomunali e all'attivazione dello “Sportello lavoro” siamo riusciti in 5 anni a dare lavoro ad oltre 20 persone. L'obiettivo, quindi, è raggiunto ugualmente». Se si dovesse fare un'estrema sintesi di quello che aspetta gli isolani, secondo il programma di Gonzo, le parole sarebbero tre: territorio, mobilità e giovani. Tre termini spesso abusati ma che il sindaco declina in salsa isolana: «Le potenzialità delle colline isolane devono essere sfruttate – spiega-. Serve una gestione integrata del territorio che sia in grado di collegare il centro naturale del bosco della Guizza al centro civico della frazione di Ignago per poi arrivare fino a Torreselle». A questo tema si ricollega quello della mobilità, perché Gonzo mira anche «ad una gestione integrata delle piste ciclabili, che darebbero un respiro diverso anche alla viabilità di Isola». Infine, i giovani: «Bisogna partire da una premessa: Isola è un paese giovane. L'età media, quando mi sono insediato, era di 51 anni e non è aumentata. È necessario, quindi, tarare i servizi per coprire tutte le fasce d'età. Il pensiero, però, va anche ai giovanissimi: forse non abbiamo fatto abbastanza per coinvolgerli. L'obiettivo è quello di avviare un confronto più attivo con le scuole e le associazioni sportive per stimolare la coscienza civica dei più piccoli». Il traguardo più importante? «Oltre ad essere arrivato sano e salvo alla fine del primo mandato? Aver raggiunto in due anni quasi l'81% di differenziata ma anche l'inaugurazione dell'asilo nido di via Moro nel 2015, esempio di buona gestione, attenzione all'ambiente e scambio positivo tra pubblico e privato». Cosa manca ad Isola? «Direi un auditorium che possa ospitare 250 persone». Una sfida per il prossimo mandato? «Ripensare alla piazza del capoluogo, che sia più vivibile e meno parcheggio ed impostare una riflessione su Villa Cerchiari». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Karl Zilliken
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