Piovene Rocchette

In coda per chilometri. Che domenica bestiale di ritorno dalla montagna

Lo scenario intorno è particolarmente suggestivo, ma attraversare il ponte richiede sempre tanta pazienza (Foto MATTEO CAROLLO)
Lo scenario intorno è particolarmente suggestivo, ma attraversare il ponte richiede sempre tanta pazienza (Foto MATTEO CAROLLO)
Lo scenario intorno è particolarmente suggestivo, ma attraversare il ponte richiede sempre tanta pazienza (Foto MATTEO CAROLLO)
Lo scenario intorno è particolarmente suggestivo, ma attraversare il ponte richiede sempre tanta pazienza (Foto MATTEO CAROLLO)

Smog, rumore, strade ostaggio da lunghe code di veicoli. Auto, camper, moto. Ogni anno è la stessa storia, a Piovene Rocchette e Cogollo del Cengio, dove la domenica sera converge tutto il traffico dei turisti di ritorno dalle gite in montagna. Così, i residenti in pianura che nel giorno di riposo cercano sui monti un po’ di ristoro dalla calura estiva, al ritorno piombano in un ingorgo tra l’asfalto reso rovente dalle temperature della giornata e soffocanti gas di scarico che entrano dai finestrini. Un incubo, in particolare per le famiglie con bambini. Una prova per tutti, in ogni caso, in grado talvolta di rovinare una giornata che fino a quel momento era stata piacevole e spensierata. 

La prova Domenica il traffico risultava impressionante. Alle 18.45, la colonna di mezzi partiva dall’incrocio tra via Roma e via Alessandro Rossi a Piovene (regolato da semaforo), occupava tutta via Rossi, costeggiando lo stabilimento Lanerossi, l’intero viadotto di Sant’Agata e la parte di provinciale successiva, fino al territorio di Cogollo. Un lungo serpentone, con i veicoli che marciavano a passo d’uomo. Non solo: procedendo verso il centro di Piovene, sulla strada si innesta anche la via che arriva da Meda e Velo d’Astico: anche questa risultava congestionata dal traffico, con lo snodo trasformato in un caos di automobili, caravan e due ruote. Una situazione difficile anche sul fronte della sicurezza stradale, con moto e scooter che procedevano sorpassando la lunga colonna, con il rischio di collisioni sempre dietro l’angolo. Insomma, ogni anno Piovene viene preso in ostaggio dal traffico, per un problema che secondo l’analisi di Vi.Abilità, ente gestore delle strade provinciali, come questa, si verifica specificamente solo nelle domeniche di luglio. Lo scenario si presenterebbe infatti meno complesso sia a giugno che ad agosto. 

Un altro "punto nero" del traffico domenicale è all'altezza della birreria
Un altro "punto nero" del traffico domenicale è all'altezza della birreria

Le località D’altronde, i due semafori e gli incroci verso il centro di Piovene (il secondo è quello tra via Roma, via Levà, via Giacomo Matteotti e via Trento) rappresentano un imbuto per i turisti della domenica, che si imbottigliano tutti alla stessa ora di ritorno dalle mete preferite dell’Alto Vicentino per le gite domenicali. In particolare, la fascia oraria da evitare è quella tra le 17 e le 20. Per la strada provinciale 350 scendono infatti i turisti che durante la giornata hanno puntato su località molto gettonate come l’Altopiano dei Fiorentini, Folgaria, Tonezza, in parte anche l’Altopiano di Asiago, dove domenica si è tenuta l’adunata degli alpini. C’è poi chi si ferma a Lavarone per una domenica da trascorrere passeggiando intorno al lago. Sempre di qui scendono frequentatori della spiaggia dell’Alto Vicentino per antonomasia, la Pria di Arsiero, ogni estate presa d’assalto dai bagnanti. E, visti i numeri legati alle ultime rilevazioni di Vi.Abilità, non c’è da stupirsi in merito alla mole di traffico: gli ultimi dati disponibili, risalenti al 2007-2008, parlano di 15 mila passaggi durante il fine settimana lungo la sp 350, tra i 5 e i 7 mila nei giorni feriali. E c’è da credere, ragionevolmente, che nel giro di 15 anni il traffico possa essere solo aumentato. Il dato aggiornato sarà disponibile tra una decina di giorni: è in corso una campagna di rilevazione del traffico condotta da Vi.Abilità attraverso uno speciale strumento mobile in grado di contare nel dettaglio i mezzi in transito.  

Matteo Carollo