Il ponte tibetano dell’Avis
lungo la “Strada del re”

Il  ponte tibetano
Il ponte tibetano
Il  ponte tibetano
Il ponte tibetano

Il ponte tibetano che verrà inaugurato sabato alle 10,30 sulla Strada del Re ed aperto al transito dal giorno successivo sarà intitolato all’Avis di Schio in memoria di una tragedia di 60 anni fa. Le conseguenze del tragico incidente accaduto nel 1956 lungo la strada del Re contribuirono a far nascere l’Avis comunale di Schio a cui, a sessant’anni di distanza, viene intitolato il ponte a corde che permetterà di ripercorrere l’Anello di Campogrosso. In quel lontano primo settembre, per una manovra errata a causa del maltempo, un pullman proveniente da Recoaro e diretto all’Ossario precipitò per 400 metri nella Val Lessa; ci furono 12 morti e 11 feriti.

«Se non si fosse manifestato il grande senso di solidarietà che caratterizza gli abitanti delle nostre comunità le vittime sarebbero state molte di più - spiega il presidente dell’Avis Giulio Fabbri -. In quelle ore drammatiche ogni secondo era prezioso per cercare di salvare i feriti che nel frattempo erano stati portati all’ospedale di Schio; solo il dono del sangue poteva salvare loro la vita».

L’esempio di un primo gruppo di donatori affiliato alla Croce Rossa fu seguito da centinaia di persone; una mobilitazione spontanea che permise di salvare 9 delle 15 persone ricoverate al “De Lellis”. «Il semplice e grande dono del sangue, solleciterà e sancirà la nascita dell’Avis comunale di Schio avvenuta l’anno successivo – conclude Fabbri -. Il luogo dove è stato costruito questo ponte è per noi importante perché da questo dramma possiamo ricavare un insegnamento».B.C.

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