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17.01.2020

Il mistero dei 27 mila euro senza eredi

Pattuglia dei carabinieri in piazzetta San GaetanoL’ingresso delle celle mortuarie dell’ospedale di Santorso
Pattuglia dei carabinieri in piazzetta San GaetanoL’ingresso delle celle mortuarie dell’ospedale di Santorso

La salma è rimasta per mesi in obitorio, a causa delle difficoltà a reperire i familiari che se ne occupassero. Poi si sono mossi Comune e comunità nigeriane, e Obi Hyginus ha avuto degna sepoltura. Resta però il mistero dei 27 mila euro che aveva in tasca al momento in cui il malore lo ha stroncato, di cui non si sa la certa provenienza e che per ora nessuno è riuscito ad ereditare. LA STORIA. Il 13 aprile 2019 i residenti di piazzetta San Gaetano, dietro al duomo di San Pietro, allertano i carabinieri perché non vedono da giorni Obi Higinus, 61 anni, nigeriano, che risiede in un piccolo alloggio del centro storico scledense dove era arrivato da Caltrano. Militari e vigili del fuoco decidono di penetrare nell’appartamento, dove trovano il corpo dell’africano accasciato accanto al letto. Pochi dubbi sulle cause naturali del decesso. La salma finisce in obitorio all’ospedale di Santorso dove gli addetti, spogliandola, si trovano di fronte alla sorpresa: l’uomo in tasca aveva 27 mila euro in contanti. Il magistrato ordina l’autopsia, che conferma l’arresto cardiocircolatorio dovuto ad un improvviso malore. Però c’è la faccenda del malloppo: partono le indagini dei carabinieri, che non scovano alcunchè di illecito nella vita recente di Obi. In passato, nel 2006, venne arrestato per essere evaso dai domiciliari a cui era costretto per una vicenda di violenze private, per andare a fare la spesa. Ma il giudice gli diede ragione e revocò l’arresto. Da dove arrivano i soldi? Dopo aver sentito potenziali testimoni, i militari arrivano a legare i contanti ad un risarcimento ottenuto da Obi, una somma consistente che probabilmente gli consentiva di vivere dignitosamente. Viene interpellata la moglie, da cui è separato e che si trova all’estero, ma la donna chiarisce subito di non volerne più sapere dell’ex coniuge che ha una figlia giovane, emigrata in Germania. Dopo vari tentativi i carabinieri scledensi riescono a contattarla. L’INGHIPPO. La giovane capisce che può ereditare una piccola fortuna, non disprezzabile nemmeno nel paese della Merkel, ma cominciano gli intoppi. Intanto per i militari risulta un’impresa parlare con lei, che non conosce l’italiano né tantomeno l’inglese. Parla solo il nigeriano e qualche parola di tedesco. Purtroppo non è l’unico ostacolo. Lei è nata in Africa e non qui e non riesce a dimostrare con i documenti necessari di essere figlia proprio di Hyginus,di cui pure porta il cognome. Iniziano i contatti fra i legali italiani ma, allo stato attuale, salvo clamorosi colpi di scena, la donna non riesce a dimostrare l’effettiva discendenza e quindi ad incamerare quei 27 mila euro di provenienza ancora misteriosa ma che comunque erano nelle disponibilità del padre. Rischiano di rimanere fermi fino a quando non verrà rintracciato un discendete accertato. O, in caso contrario, finire all’ex moglie. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mauro Sartori
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