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04.09.2019

«Il casello a Schio favorirà Thiene e imprese»

La presentazione dello studio di fattibilità del casello autostradale Schio-Marano.  FOTO DONOVAN CISCATOAmministratori comunali e presidenti di categoria fra il pubblico
La presentazione dello studio di fattibilità del casello autostradale Schio-Marano. FOTO DONOVAN CISCATOAmministratori comunali e presidenti di categoria fra il pubblico

Sgravare dal traffico l'asse Schio-Thiene e snellire i collegamenti tra gli insediamenti produttivi: sono gli obiettivi del nuovo casello Schio-Marano-Zanè dell'A31. Un'idea che si è tradotta in uno studio di fattibilità, commissionato da Confindustria Vicenza e presentato ieri nella sede del Raggruppamento Alto Vicentino dell'associazione degli Industriali in un incontro organizzato con il Comune di Schio, alla presenza dei sindaci dell'area e degli esponenti delle categorie economiche. Tutto nasce dallo studio “MuoViVicenza – Connettere le imprese, avvicinare le persone” di Confindustria, dal quale è emersa l'idea di un nuovo casello tra quelli di Thiene e Piovene, all'incrocio tra l'A31 e via dell'Autostrada. LO STUDIO. «Il territorio viene attraversato dall'autostrada la quale, però, non serve questa area, in quanto non c'è uno svincolo – ha precisato l'ingegner Gianmaria De Stavola, autore dello studio di fattibilità -. Come si fa a mettere l'autostrada a servizio del territorio? Creando più collegamenti». Secondo il progettista non deve spaventare la prossimità dei caselli esistenti: nelle aree urbane, le distanze tra le uscite delle tangenziali sono pari a circa due chilometri e il nuovo casello disterebbe 3,3 chilometri da quello di Thiene. La nuova opera contribuirebbe poi a sgravare il traffico dall'abitato e dal casello thienesi. Una nuova bretella nell'area di via Canova catturerà il traffico da Zanè, mentre i mezzi provenienti da Valdagno, in vista della realizzazione della nuova strada destra Leogra, potrebbero avere più interesse a prendere l'A31 al casello scledense piuttosto di scendere fino a Montecchio Maggiore e imboccare la Pedemontana. Per l'opera si parla di un investimento di circa 20 milioni di euro. GLI IMPRENDITORI. «Quando noi ci confrontiamo, non guardiamo al presente, ma a progetti che potranno essere importanti fra 3,4, 10 anni – ha sottolineato Pietro Sottoriva, presidente del Raggruppamento Alto Vicentino di Confindustria, il quale ha ricordato come l'ingegner Gaetano Marangoni, vicepresidente di Confindustria Vicenza, sia stato parte attiva della proposta -. Stare fermi nel traffico rappresenta una perdita di tempo per noi e per le merci, che oggi devono viaggiare sempre più velocemente. E sto pensando anche all'ambiente: più si resta in auto e più si inquina». «Quest'opera può avere ripercussioni interessanti sullo sviluppo del traffico, anche nell'ottica del prolungamento della Valdastico a nord e dell'apertura della Pedemontana – ha precisato Luigi Schiavo, delegato alle infrastrutture di Confindustria Veneto e presidente di Ance Vicenza -. In più, realizzare questo casello significa evitare di fare altre bretelle». LA POLITICA. «Oggi dobbiamo studiare le vie di comunicazione che saranno importanti per il futuro – ha concordato il sindaco di Schio Valter Orsi -. Il compito delle amministrazioni è pensare lo sviluppo del territorio per agevolare il lavoro delle nostre imprese e continuare a mantenere il titolo di locomotiva d'Europa». «Bisogna convincere il ministero ad inserire l'opera nell'attuale piano finanziario, altrimenti sarà necessario attendere altri 5 anni – ha spiegato Costantino Toniolo, nel Cda di Autostrada Brescia Padova -. Noi siamo pronti per supportare e portare al ministero quella che è un'opportunità da cogliere». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Matteo Carollo
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