Schio

Il biliardo strega i giovani e punta al paralimpico

I numeri parlano chiaro: 705 studenti, 45 docenti e 52 genitori impegnati in almeno uno dei corsi proposti dai sette istruttori ma ad avvicinarsi ai nove tavoli da biliardo del Faber box sono stati più di 2mila giovani, 80 insegnanti e altre 1400 persone. Ed ora l’apertura verso chi ha disabilità, con un convegno sul biliardo paralimpico, che si terrà sabato dalle 14 alle 18 al secondo piano del centro servizi del Campus dei licei.

Hanno assicurato la presenza Ruggero Vilnai, presidente del comitato paralimpico veneto, Raffaella Masciadri, presidente della commissione nazionale atleti del Coni, Roberto Dell’Aquila, coordinatore nazionale della commissione paralimpica e Andrea Chiesura, presidente comitato veneto FIBiS, accolti dall’assessore scledense Aldo Munarini. Ad organizzare è l’associazione Primo Acchito in collaborazione con il liceo Tron - Zanella, che hanno in gestione la sala. Inoltre è stata varata un’attività socio-educativa sperimentale, in accordo con il servizio di neuropsichiatria infantile dell’Ulss 7 , denominata “Biliardo e autismo”, che prevede l’attivazione di un corso di biliardo sportivo per partecipanti affetti da autismo. 
Va detto che Primo Acchito, che ha trovato casa al Faber box, è una delle cinque scuole federali italiane e che anche altri istituti superiori scledensi hanno siglato accordi con il Tron - Zanella per portare in sala i loro studenti. 
I corsi curriculari non si sono fermati nemmeno durante il lockdown, sfruttando la didattica a distanza. Infine una ventina di ragazzi già partecipa a gare di livello regionale e nazionale, alcune svoltesi proprio a Schio. 
Lo strumento didattico del biliardo riesce a far conoscere ai ragazzi il lato divertente e utile delle materie scientifiche, fornendo una nuova motivazione per lo studio di queste discipline - spiega il vicepreside Giorgio Pizzolato. - Parlare del biliardo sportivo significa parlare di problemi e situazioni non standard . Di fronte ad un problema, non è tanto importante dare solo delle formule o schemi risolutivi, quanto insegnare un metodo che permetta un approccio cosciente ed efficace. Quando un allievo risolve una situazione di schema complesso, nella geometria del biliardo, diventa protagonista, un ruolo che influisce positivamente sull’attenzione, sulla qualità dell’apprendimento e sulla crescita personale».