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12.08.2019

«Fusione Ava-Etra? Ferma da un anno»

La sede di Alto Vicentino Ambiente a Ca’ Capretta
La sede di Alto Vicentino Ambiente a Ca’ Capretta

[FIRMA]«Non so perché da Etra arrivino certe notizie ma l’ipotesi di aggregazione è ferma dal 26 giugno 2018». Carlo Lovato, presidente scledense di Alto Vicentino Ambiente, puntualizza con date e documenti quanto sta accadendo fra le società partecipate di Schio e Bassano.[DOMANDA_RISP]L’ipotesi di fusione c’è o no?Partiamo dall’inizio. Il 10 maggio dell’anno scorso all’assemblea dei soci di Ava, composta da 31 Comuni più la Magnifica Reggenza asiaghese, è stato presentato dall’advisor lo studio per un percorso aggregativo, dove vennero esposti i dati economici e patrimoniali delle due società.Poi, cosa accadde?Il 26 giugno venne riconvocata l’assemblea dove si decise che l’unica opzione possibile era la costituzione di una nuova società con il solo comparto ambientale (rifiuti). Etra ha anche quello idrico che doveva essere scorporato. Mi è sembrata una scelta sensata...Ha avuto seguito?Venne nominato un comitato composto dai sindaci di Schio, Thiene, Zugliano, Villaverla e Marano per approfondire i termini dell’aggregazione. Ma da allora, di fatto, non c’è stata più attività sino ad ora.Per quale motivo?Perché nel maggio scorso c’è stato il voto amministrativo in vari comuni soci con conseguenti, possibili cambi alla guida degli stessi. Quindi, ora si può ripartire?Di sicuro lo ha fatto Etra ma noi siamo fermi a più di un anno fa.Ma c’è la possibilità che l’aggregazione si faccia?Saranno i soci a decidere. C’è da tenere presente che sono due realtà differenti. Ava gestisce il ciclo dei rifiuti solamente, Etra ha 75 Comuni soci e altri comparti da seguire.Tornando all’impianto di termovalorizzazione di Ca’ Capretta, che voi gestite e dove avete la sede, è solo suggestiva l’ipotesi del sindaco Valter Orsi della dismissione della linea 2?È un tema che ritorna di attualità. Con l’aumento della raccolta differenziata viene apportata meno frazione secca. Potenzialmente l’impianto potrebbe, in futuro, essere ridimensionato.Perché proprio la linea 2, che brucia 60 tonnellate di rifiuti al giorno?È quella su cui da più tempo non interveniamo, quindi è quella di cui si può parlare di dismissioni. Ma attenzione...A cosa?Nel 2014 un decreto governativo prevedeva 9 nuovi impianti in Italia. Cinque anni dopo, di questi termovalorizzatori si sono perse le tracce. Ma siamo sensibili al tema ambientale.[END]© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mauro Sartori
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