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10.11.2019

Era ubriaca al volante ma non guidava: assolta

Agli agenti della stradale di Vicenza, la notte del 19 dicembre 2015, Francesca Pozzan l’aveva ripetuto più volte: «Non guidavo sotto l’effetto dell’alcol, ero sobria, poi ho bevuto un superalcolico perché era molto freddo. Era in una bottiglietta campione e l’ho fatto per riscaldarmi nell’attesa dei soccorsi, perché la portiera era bloccata e non potevo uscire». L’esito dell’alcoltest era stato pesante per la donna: 1,63 grammi per litro, più di tre volte il limite di 0,5. Oltre alla denuncia per guida in stato di ubriachezza, aveva subito anche il sequestro ai fini della confisca della Fiat Punto. Una stangata. Quattro anni dopo quella notte per lei disgraziata, Pozzan è uscita a testa alta dall’aula di tribunale perché il giudice Filippo Lagrasta ha accolto in pieno la tesi delle avvocate Marta Faccin e Valentina Dalla Vecchia di Santorso, le quali, dati obiettivi alla mano, hanno smontato l’ipotesi della procura di Vicenza che aveva chiesto la condanna. Dunque, è stata assolta con la formula più ampia Francesca Pozzan, 37 anni, residente a Magrè di Schio, contitolare della “Pozzan Viaggi”, che aveva presentato opposizione al decreto penale di condanna da 23.500 euro firmato dal gip il 31 agosto 2017. «Io quella sera non avevo bevuto ed ero uscita di strada perché ero stanca, in quel punto la via era stretta e la visibilità non era buona», spiegò l’automobilista. L’uscita autonoma avvenne intorno alle 23.30 a Vicenza, in strada Maglio di Lobia, al confine con Caldogno, verso Rettorgole. Pozzan rientrava da una cena aziendale. L’avvocata Faccin durante l’arringa ha insistito molto su due circostanze che dovevano far riflettere il giudice. La prima era la testimonianza di un’amica che aveva spiegato che Francesca se n’era andata dalla cena perché molto stanca, ma non aveva bevuto. La seconda che la curva alcolemica era in salita: la prima prova del palloncino eseguita dalla polstrada alle 2.54 registrava 1,63 g/l, mentre quella di un quarto d’ora dopo addirittura 1,67 g/l. «Questo depone a favore di quanto riferito dall’automobilista - ha spiegato al giudice l’avv. Faccin - perché essendo rimasta incastrata in macchina oltre due ore, se avesse guidato sotto l’effetto dell’alcol dopo oltre due ore ci saremmo dovuti attendere una curva dell’alcol in discesa. È La prova che Pozzan aveva bevuto dopo l’incidente». A sostegno del suo ragionamento l’avvocata Faccin ha depositato anche una consulenza tecnica di parte, che confermava che l’assunzione dell’alcol era avvenuta in prossimità dell’intervento della polizia e non già più di due ore prima. Infatti, Pozzan quando era finita fuori strada aveva chiamato il fidanzato, che era a casa, ma non era stata in grado di spiegargli bene si trovasse. Tanto che lui aveva impiegato non poco a capire il punto esatto dov’era Francesca. frattempo, avendo freddo, lei per riscaldarsi aveva bevuto il superalcolico che aveva in macchina e di cui era in possesso perché era un regalo di un cliente della ditta di viaggi. Intorno alle 2.15 un automobilista in transito aveva visto la Punto fuori strada, si era preoccupato e aveva avvisato il 113. Una pattuglia delle volanti, seguita da una della posltrada, era intervenuta per sincerarsi delle condizioni di Pozzan, che non si era fatta un graffio. Ma appariva alticcia. Così era partito l’accertamento che aveva portato alla sua incriminazione. Ma Francesca era in fuorigioco al volante, ma non è provato che fosse alla guida, perciò è stata assolta. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Ivano Tolettini
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